GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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XI Catechesi 18 marzo 2019

Il nono incontro della catechesi interparrocchiale del gruppo unitalsi di Porto d’Ascoli si è svolto a
Cristo Re con Don Pio Costanzo. Dopo la recita della preghiera della sera, il sacerdote ci ha fatto
riflettere sul brano del vangelo di Luca di domenica 17 marzo riguardante la Trasfigurazione di
Cristo. Per Don Pio Gesù desiderava che le parole circa la sua natura venissero comprese
totalmente senza far sorgere dubbi e di conseguenza la voce che Giacomo Giovanni e Pietro odono
provenire dal Padre è la prova più tangibile della verità delle parole che Cristo annunciava (Luca
9,35“E dalla nube uscì una voce, che diceva: «Questi è il Figlio mio, l'eletto; ascoltatelo».”)!
L’intento del messaggio di Cristo è annunciare la grandezza del Padre e non unicamente di fare
riferimento alla salvezza, che è solo la parte “finale” del messaggio di Gesù!
Dio è imperscrutabile e per questa sua immensità, molti neanche credono alla sua esistenza; Gesù
viene quindi sulla terra a parlare proprio dell’esistenza del Padre e dimostrando che Lui è Suo
figlio, dimostra, appunto, che il Padre esiste! Attraverso Gesù, gli uomini vedono come è il Padre
stesso: senza la venuta e la rivelazione del Cristo, l’uomo non sarebbe mai arrivato a capire questo
passaggio fondamentale!
Dio è un Padre misericordioso e presente! In Esodo 3 leggiamo, ad esempio, che Mosè quando
Dio gli affida la missione di liberare gli ebrei dalla schiavitù egiziana, gli dice che Lui è Yahweh (in
italiano Jahvè) e cioè l’Esistente! Da Esodo 3 versetto 13 – 15: “ 13  Mosè disse a Dio: «Ecco io arrivo
dagli Israeliti e dico loro: Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi. Ma mi diranno: Come si
chiama? E io che cosa risponderò loro?».  14  Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». Poi disse:
«Dirai agli Israeliti: Io-Sono mi ha mandato a voi». 15  Dio aggiunse a Mosè: «Dirai agli Israeliti: Il
Signore, il Dio dei vostri padri, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe mi ha mandato a
voi. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in
generazione.”. Dio esiste sempre quindi, non come l’uomo che esiste solo nell’adesso. Per
don Pio la traduzione più semplicemente potrebbe essere “io sono colui che è presente sempre”
ma naturalmente per Mosè e gli ebrei il concetto, come per noi oggi, non era facilmente
comprensibile e per questo il Signore ha mandato il Figlio: per farci comprendere definitivamente
che il Padre è presente nel mondo attraverso il Figlio che è contemporaneamente il Padre stesso!
Se amiamo Gesù, amiamo in modo consequenziale il Padre e il Padre vuole condurci sempre nella
Sua casa, anche se abbiamo peccato gravemente perché “ciò che impossibile agli uomini è
possibile a Dio” (Luca 18,27). Gesù che è Padre, ci perdona prima ancora che chiediamo perdono,
come ci ricordano molti passi dei vangeli (dal perdono della Maddalena a quello del paralitico a
quello del ladrone sulla croce ecc ecc.) perché quell’ansia che ci prende quando pecchiamo è
segno di pentimento e il Signore, che tutto vede e tutto conosce, subito ci ha già perdonati!
Don Pio è poi tornato sulla questione che il cristianesimo sembra basarsi più sulle indicazioni di
San Paolo che di Gesù stesso: la Chiesa, infatti, si rifà moltissimo agli scritti di San Paolo che è
molto rigido e nelle sue lettere parla spesso dell’ira e della punizione di Dio, elenca i peccati, parla
di verga ai Corinti e molto altro. Il Dio di San Paolo non è misericordioso come il Dio di cui ci parla
Gesù. Dobbiamo però ricordare che San Paolo non ha conosciuto il Cristo ed era ebreo, quindi
basava molto di più, come da tradizione, la sua evangelizzazione sull’Antico Testamento dove, in
effetti, il Signore si mostra più punitivo!

Gesù, invece, nei vangeli parla costantemente della misericordia di Dio e non giudica i peccatori
ma parla solo di alcuni peccati gravi. Nella parabola del Figliol Prodigo (Luca 15,11-32), ad
esempio, il Padre aspetta tutto il tempo che il figlio torni dopo aver peccato, e anche sulla croce
(Luca 23, 39-43) al ladrone pentito bastano poche parole per sentirsi rispondere da Cristo “oggi
sarai con me in Paradiso”! Questi e molti altri passi sono segni evidenti della salvezza diretta che
Dio ha preparato per noi (per Don Pio anche il ladrone non pentito è andato in paradiso) e quindi
parlare della Sua ira, come spesso fa San Paolo, non è il messaggio principale da annunciare!
San Paolo naturalmente ha scritto ed esortato sull’Amore del Signore in modo mirabile e ispirato
ma non ha trattato molti temi come ad esempio quelli politici e sociali di cui invece Gesù si è fatto
paladino riprendendo apertamente farisei, pubblicani e sacerdoti o scacciando i mercanti dal
tempio (vedi Matteo 21, 12-17 o Luca 19, 45-48)! Il fanatismo è pericolosissimo per Don Pio e per
questo Gesù lo condanna nei vangeli e si avvale, invece, per la diffusione del suo messaggio di
speranza e amore alle persone più semplici proprio come il Padre ha fatto con molti patriarchi e
profeti e con lo stesso San Giuseppe, uomo umile e giusto che con un sì silenzioso ha accettato il
suo ruolo difficile ma speciale di papà terreno di Gesù!
Proprio con la preghiera a San Giuseppe, che si festeggerà domani, si è concluso l’incontro!

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