GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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VI CATECHESI 18 Dicembre 2018

Il sesto incontro della catechesi interparrocchiale del gruppo Unitalsi di Porto d’Ascoli si è svolto a Cristo Re con Don Pio Costanzo.

Dopo la recita della compieta, il sacerdote si è voluto soffermare sull’imminente festa del Natale parlando del vangelo di Luca (che ricordiamo non ha conosciuto Gesù, era però discepolo di San Paolo oltre che un medico di grande cultura) inerente alla nascita di Gesù e puntualizzandone alcuni aspetti.

Luca – 2, 1-20   [1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [2]Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. [3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. [4]Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, [5]per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. [6]Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. [7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. [8]C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. [9]Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, [10]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: [11]oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. [12]Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». [13]E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: [14]«Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama». [15]Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». [16]Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. [17]E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. [18]Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. [19]Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. [20]I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

  1. Bisogna tener conto del genere letterario usato ricordando che la cultura semitica è molto diversa rispetto a quella di altri popoli (come quello romano dell’epoca ad esempio). In questo caso il genere usato sembrerebbe quello midrascico (tipico del popolo ebraico) cioè che si pone l’obiettivo di lanciare un messaggio raccontando fatti che corrispondono o meno alla realtà ma che dimostrino comunque una verità (la Venuta del Cristo in questo caso). Non esisterebbero mangiatoie o stelle comete quindi ma sarebbero state “inventate” per uno scopo più alto! Non tutti i teologi però concordano con questa tesi e anche il Papa emerito Josep Ratzinger (che ha scritto un libro in tre volumi sulla vita di Gesù) afferma che San Luca stesso dice nel prologo del suo vangelo di aver fatto ricerche approfondite sui fatti narrati 1]Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, [2]come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, [3]così ho deciso anch'io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, [4]perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”.
  2. Nel vangelo si parla di un censimento su tutta la terra ma è improbabile che all’epoca si conoscessero tutte le terre esistenti (pensiamo solo che le Americhe sono state scoperte dopo più di 1500 anni per esempio) quindi è difficile credere sia avvenuto anche perché  non se ne fa riferimento in nessun testo storico! Probabilmente si intende un censimento fatto sulle terre conquistate dall’impero romano o forse della sola Palestina. Quirino era procuratore dell’impero romano e stava al governo locale per mantenere la calma nel popolo ebraico, riscuotere le tasse e avere l’unico potere decisionale sulla pena di morte dei condannati! Ai tempi in cui nasce Gesù il governatorato della Palestina era lo stesso della Siria mentre alla morte di Cristo la Palestina aveva il proprio governatore che come sappiamo era Pilato! Questo perché la situazione della Palestina era difficile da gestire e quindi era stato necessario porre un governatore a parte! Gli ebrei infatti non rispettavano l’imperatore e gli dei pagani dei romani, per loro esisteva un unico Dio e quindi mal sopportavano la sudditanza verso Roma! Pochi ambivano quindi a voler governare la Palestina.
  3. La narrazione della nascita di Gesù è contenuta nei vangeli secondo Matteo secondo Luca oltre che nel Protovangelo di Giacomo. I testi di Matteo e Luca concordano nella narrazione su due eventi centrali, che verificano, secondo l'interpretazione cristiana, due profezie dell'Antico Testamento: la nascita di Gesù a Betlemme (Michea5,1), da una vergine (Isaia 7,14). Entrambi datano la nascita al "tempo di re Erode", riportano il nome dei genitori (Maria, promessa sposa di Giuseppe) e attribuiscono il concepimento verginale all'opera dello Spirito Santo. La tradizionale datazione della nascita all'anno 1 a.C. è probabilmente frutto di un errore compiuto nel VI secolo (anno 532) da Dionigi il Piccolo, un monaco cattolico di origine sciita, esperto teologo e biblista, oltre che astronomo e matematico. Dionigi propose di abbandonare l’era di Diocleziano contando gli anni dalla nascita di Gesù, da lui fissata, con un errore di qualche anno, al 25 dicembre dell’anno 753 dalla fondazione di Roma. Oggi la maggior parte degli studiosi colloca la nascita di Gesù tra il 7 e il 6 a.C.(quindi oggi ci troveremo nel 2024/2025)! L'istituzione formale della festa liturgica del Natale, come ricorrenza della nascita di Gesù, e la sua collocazione al 25 dicembre è documentata a Roma dal 336, e la si riscontra nel Chronographus. (fonte wikipedia).
  4. Giuseppe discende da re Davide (1050 anni prima di lui) e la città di origine è Betlemme (testuale “città del pane”) dove torna con Maria in procinto di partorire durante il censimento. Ciò significa che probabilmente Giuseppe era proprietario di qualche terreno perché il censimento aveva fini pratici allo scopo di sapere a quanta gente bisognava chiedere il pagamento delle tasse. Di conseguenza si ipotizza che Giuseppe non fosse povero e che lavorasse in modo dignitoso senza guadagnare molto ma non vivendo nell’indigenza! Infatti nel vangelo si narra che non c’era posto nell’albergo e ciò significa che se ci fosse stato posto, si sarebbe potuto permettere di pagarlo!
  5. Nel vangelo si parla di primogenia, ma non significa, come molti pensano, che Gesù abbia avuto fratelli, “primogenito” era un termine legale usato dagli ebrei per indicare il primo figlio maschio che, per consuetudine, andava presentato a Dio con un’offerta al tempio (evento narrato sempre da Luca 2, 21-34 con la profezia di Simeone).
  6. Nel vangelo si parla di mangiatoia ma qui torna il simbolismo midrascico, nel senso che la mangiatoia era probabilmente una grotta visto che la zona in questione era rocciosa e c’erano quindi molte grotte usate dagli animali per ripararsi dal freddo!
  7. L’angelo che appare ai pastori è un messaggero e non sappiamo in che forma sia apparso realmente ma di certo avrà usato altre parole perché non poteva riferirsi a “Cristo Signore” se Cristo ancora non era conosciuto da nessuno in quel momento; Gesù sarebbe diventato Cristo dopo la sua morte. Ciò significa che il vangelo è stato scritto da cristiani per avvicinare altri cristiani alla Parola di Dio, tiene perciò conto di quello che veniva detto nelle comunità cristiane!
  8. La frase “pace in terra agli uomini che egli ama” è discutibile perché Dio non ha preferenze nell’amore, amando tutti allo stesso modo. Probabilmente c’è un errore di traduzione che, secondo Ratzinger, sarebbe meglio tradurre con “pace in terra agli uomini che si compiacciono in Lui” cioè che riconoscono il suo Amore!

Questi sono alcuni punti che, in vista del Santo Natale, Don Pio ha preferito chiarirci perché possiamo prepararci al meglio a ricevere con gioia la venuta del Salvatore del Mondo!

L’incontro si è concluso citando la traduzione di una canzone di Elvis Priesley:

Why me (Lord) 

Why me Lord, what have I ever done / Perché proprio io Signore, cosa ho mai fatto
To deserve even one / per meritare anche solo uno
Of the pleasures I’ve known / dei piaceri di cui ho goduto
Tell me Lord, what did I ever do / Dimmi Signore, cosa ho mai fatto
That was worth loving You / di degno del tuo amore
Or the kindness You’ve shown / o della bontà che mi hai mostrato

Lord help me Jesus, I’ve wasted it so / Aiutami Signore Gesù, ho sprecato così tanto
Help me Jesus I know what I am / Aiutami, io so cosa sono
Now that I know that I’ve needed You so / Ora che so di aver così tanto bisogno di te
Help me Jesus, my soul’s in your hand / aiutami Gesù, la mia anima è nelle tue mani

Tell me Lord, if you think there’s a way / Dimmi Signore, se pensi ci sia un modo
I can try to repay / con cui possa ripagare
All I’ve taken from you / tutto quello che ho avuto da te
Maybe Lord, I can show someone else / Forse Signore, potrei mostrare a qualcun altro
What I’ve been through myself / ciò attraverso cui sono passato
On my way back to you / nel mio tornare a te

 

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