GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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VII CATECHESI 15 gennaio 2019

 

Il settimo incontro della catechesi interparrocchiale unitalsi si è svolto a Cristo Re con Don Pio. Dopo la recita della compieta, il sacerdote ha deciso di parlare della questione teologica attuale perché, secondo lui, sono pochissimi i teologi che oggi scrivono qualcosa di importante e rivoluzionario, per il resto si è riamasti fermi a decenni fa, all’epoca degli scritti usciti dopo il Concilio Vaticano II.

Due dei rari libri di teologia pubblicati recentemente e ritenuti interessanti per Don Pio sono: Il postmoderno spiegato ai cattolici e ai loro parroci di Armando Matteo (edito ad ottobre 2018) e L' umanità di Gesù di José Maria Castillo (edito a dicembre 2018). I due autori sono ritenuti all’avanguardia per parte della Chiesa e quindi non sempre apprezzati specie il novantenne Castillo, teologo innovativo invece molto amato da Papa Francesco che, infatti, prima di rendere omaggio a mons. Tonino Bello nell’aprile 2018, lo ha ricevuto nella Santa Sede essendo la ‘teologia popolare’ di Castillo uno degli assi portanti della Chiesa-misericordia di papa Francesco, Chiesa che accoglie tutti e non innalza muri tra gli uni e gli altri!

Don Pio ha fatto un accenno al libro di Don Armando Matteo (nato a Catanzaro nel 1970, docente di teologia presso la Pontificia Università Urbaniana in Roma, è stato assistente ecclesiastico nazionale della FUCI) che afferma che Papa Francesco ha ragione quando dichiara che il nostro tempo, più che un’epoca di cambiamento, sta sperimentando un vero e proprio cambiamento d’epoca. Siamo nel postmoderno cioè in un’epoca dove il modo di vedere il mondo e le cose del mondo, la società e i suoi avvenimenti è totalmente diverso dal passato. Si sono modificati i parametri e i valori di giudizio privati e pubblici e chi appartiene ad un’altra epoca si sente fuori da ogni contesto ma ai cattolici e ai loro parroci viene chiesto di darsi del tempo per riflettere su “ciò che è morto” e su “ciò che è ancora vivo” nella vita ecclesiale di oggi, soprattutto per scorgere quanto ancora non è stato pienamente colto e messo in pratica della rivelazione evangelica. L’autore propone un confronto serrato e coraggioso col postmoderno, in vista di un cristianesimo che sappia, partendo dai principi della Evangelii Gaudium, raccontare e far sperimentare che anche oggi il Vangelo è davvero una buona notizia per tutti e per i giovani, in modo speciale. Don Pio ci ricorda che Papa Francesco per molti non è ritenuto un grande teologo (lo scrittore Socci ad esempio ritiene che il suo pontificato si regga praticamente sulla grande colonna portante di quello di Papa Ratzinger) invece, per chi davvero se ne intende, il Santo Padre ha capacità intellettuali elevatissime!

Parlando dell’altro libro L’umanità di Gesù secondo Don Pio le idee dell’autore Castillo, sono vicine a quelle di Ortensio da Spinetoli (al secolo Nazzareno Urbanelli, venuto a mancare nel marzo del 2015) noto biblista internazionale (conoscitore di sette lingue tra cui l’aramaico antico) ma controcorrente e perciò isolato, processato dal Sant’Uffizio e allontanato dall’insegnamento per i suoi libri e le sue lezioni, dove ha affrontato con coraggio e determinazione alcuni concetti teologici che sono un tabù per la maggioranza dei credenti come il “peccato originale” (di cui Gesù mai ha parlato), l’“ultima cena”, l’“eucarestia”, la “verginità di Maria”, il “sacrificio della messa”, la “mistica del patire”. Nello scritto di fra Alberto Maggi L’inutile Fardello del 2017 (che contiene una lettera-testamento scritta ad un confratello un anno prima di morire e che viene pubblicato postumo grazie all’impegno del gruppo «Amici di Ortensio», uomini e donne, credenti, non credenti e diversamente credenti uniti dall’avere camminato con lui), è racchiuso tutto il ricco pensiero di padre Ortensio, e si percepisce in ogni pagina la sua spiritualità radicata in Gesù e nella sua buona notizia. Per Ortensio la Chiesa è rimasta ferma ai grandi pensatori medioevali, con il risultato che la Bibbia viene ancora oggi letta come un libro di storia. Nello scritto di Ortensio emerge, invece, un Cristo che è divino perché è profondamente umano, un Dio che è più preoccupato del bene e della felicità delle sue creature che del suo onore. Ortensio sapeva che le sue idee non sarebbero state a lungo considerate ma che prima o poi qualcuno le avrebbe prese in consegna, cosa che sicuramente ha fatto Josè Maria Castillo 

Per il teologo Castillo possiamo arrivare a essere "più divini" solo diventando "più umani". Questa proposta deve impregnare tutta la vita e l'attività della Chiesa: la sua teologia, il suo sistema organizzativo, la sua morale, le sue leggi, la sua presenza nella società e soprattutto nella vita e nella spiritualità dei cristiani. È una proposta che deriva dal centro stesso della fede cristiana: il Dio del cristianesimo è il "Dio incarnato" cioè il "Dio umanizzato" che si è fatto conoscere in un essere umano, Gesù di Nazareth. Ma nella storia del cristianesimo di fatto l'umanità di Gesù e le sue conseguenze sono state più difficili da accettare della divinità di Cristo. Si è data sempre più risonanza alla divinità piuttosto che alla umanità di Dio e questo, a lungo andare, ha allontanato i fedeli che ritengono Dio un Dio lontano, invece è proprio l’opposto! Chiediamoci chi occupa realmente il centro della vita della Chiesa, Gesù ed il suo Vangelo o san Paolo e la sua teologia? Sappiamo che la filosofia cristiana si fonda sulla cultura greca specialmente platonica dove le idee sono separate dalla realtà e il vivere in sofferenza sulla terra permette all’anima di proiettarsi in alto dopo la morte, quindi si evidenzia una separazione tra terreno e ultraterreno! San Paolo basa il suo messaggio su questa concezione: lui non ha conosciuto il Cristo nella sua forma umana da vivente ma lo ha incontrato sulla via di Damasco come luce del risorto quindi sotto forma divina e per questo ha sempre sostenuto il messaggio del sacrificio per giungere preparati ad una morte santa e alla resurrezione dei tempi! A San Paolo non interessa il Cristo uomo infatti non chiede di Lui uomo terreno ai discepoli che l’hanno conosciuto, tant’è che incontrerà solo dopo tre anni dall’inizio della sua missione Pietro, Giovanni e gli altri, segno del suo disinteresse per l’aspetto umano di Dio! Non mettendo in discussione la bellezza e grandezza degli insegnamenti di San Paolo, dobbiamo riconoscere però che sono proiettati quasi unicamente verso il tema della resurrezione e quindi di una vita non terrena, mentre dobbiamo ricordarci che la Chiesa ha la sua origine in Gesù Uomo, quindi nel Gesù dei Vangeli che parlano solamente di salvezza terrena: Cristo salva, guarisce, ripara le situazioni per far stare bene i suoi figli sulla terra e non solo in cielo.

La Chiesa per Castillo necessita urgentemente di annunciare un Cristo umano che parla e salva i peccatori cioè le singole persone in quanto uomini e che quindi non si concentra esclusivamente sul peccato in se, come fa San Paolo che, ad esempio, era pressante sul tema del peccato sessuale che ha influenzato sicuramente anche Sant’Agostino e dopo di lui la Chiesa tutta! Gesù invece non ha mai dato risalto ai peccati, tantomeno a quello sessuale, ma ha sempre tenuto a cuore la salvezza dell’uomo peccatore perché conosce la debolezza umana e i suoi naturali condizionamenti che portano a sbagliare costantemente: ricordiamoci che ciò che è impossibile per gli uomini è possibilissimo per il Signore! San Paolo ammetteva la schiavitù, il Cristo umano invece ha parlato sempre di libertà perché ha sperimentato le condizioni degli ultimi avendoli toccati con mano! La visione esagerata del peccato di San Paolo è contrapposta alla misericordia  infinita del Cristo che addirittura chiede perdono sulla croce per tutti gli uomini senza che nessuno glielo chieda! Gesù è il volto del Padre e ricordiamoci che il Padre Celeste perdona sempre!

Don Pio ci ha parlato poi delle teorie darwiniane e freudiane secondo le quali non esiste realtà oltre quella visibile, non c’è cielo oltre il cielo ne verità oltre mille verità, ciò che è visibile non è giustificato da ciò che non è visibile e quindi ciò che accade in terra non ha legami con ciò che accade nell’ultraterreno! In questo contesto, che ha formato molte mentalità attuali, come si pone allora il cristianesimo? Si giustifica semplicemente dando risalto all’umanità perché attraverso essa si arriva a Cristo: in fondo chi è Dio? E’ colui che si è incarnato uomo tra gli uomini ma è andato oltre l’essere uomo mostrandosi appunto come Dio, cioè come Amore Infinito! Compito quindi della chiesa e dei cristiani è annunciare il Vangelo e leggere in esso le sfumature di Gesù fattosi uomo, annunciare cioè l’umanità del Signore!

Don Pio ha fatto anche un accenno all’importanza, secondo lui, del silenzio perché oggi le voci del mondo e anche della chiesa sono a volte esagerate e confondono, invece stare in silenzio e ascoltare Dio è come ascoltare il proprio cuore e quando ciò accade questo diventa un dono anche per i giovani che nel silenzio, apprendono più di mille prediche e messe!

La Chiesa è chiamata ad affrontare queste questioni e dare ai fedeli la dovuta risposta, per recuperare la sua identità e compiere la sua missione di salvezza nel mondo.

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