GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

L’ottavo incontro della catechesi inter-parrocchiale del gruppo unitalsi si è svolto a Cristo Re con Don Pio che, dopo la recita della compieta, ha voluto parlare, dato l’avvicinarsi del Natale, di come gli evangelisti Matteo e Luca abbiano scritto della venuta di Gesù dando, però, rilievo ad aspetti diversi!

Matteo e Luca sono gli unici evangelisti che fanno riferimento all’infanzia di Gesù, ma c’è da dire che i loro scritti non sono totalmente verificabili perché non sempre usano criteri storici: spesso usano criteri diversi, semplicemente utili far capire l’importanza di Cristo che nasce da una donna e quindi è un vero uomo (con tanto di antenati rintracciabili) ma allo stesso tempo ha una natura divina perché nasce da una vergine per volontà di Dio!

Il genere letterario usato non è ne storico ne poetico, bensì midrashico: midrash indica un metodo di interpretazione della Scrittura che, andando al di là del senso letterale ovvio, esamina il testo in profondità sotto tutti gli aspetti per attualizzarlo e adattarlo ai bisogni e alle concezioni delle comunità ebraiche e della visione ebraica del mondo e traendone applicazioni pratiche e significati nuovi che sono lontani dall'apparire a prima vista. Per Don Pio questo genere è usato per far capire alla gente il presente attraverso fatti non reali ma che hanno una base indiscutibile, come appunto la venuta di Gesù! I vangeli sono stati scritti 70/80 anni dopo Cristo e sicuramente i capitoli che parlano dell’infanzia sono stati aggiunti alla fine degli scritti, probabilmente per dare risposte alle prime comunità di cristiani che si domandavano da dove venisse effettivamente Cristo! I fatti narrati sono stati di certo rielaborati (non esistono ne magi ne pastori ne capanne ne grotte ad esempio), anche se alcune notizie sulla nascita di Gesù gli evangelisti le avranno sentite verosimilmente raccontare da Maria, si suppone!

Leggiamo il vangelo di Matteo capitoli 1,18-25 (dopo la genealogia 1,1-17) e 2,1-23:  “18Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. 19Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto. 20Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; 21ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati». 22Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta: 23Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio: a lui sarà dato il nome di Emmanuele, che significa Dio con noi. 24Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa; 25senza che egli la conoscesse, ella diede alla luce un figlio ed egli lo chiamò Gesù.” CAP 2 “1Nato Gesù a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode, ecco, alcuni Magi vennero da oriente a Gerusalemme 2e dicevano: «Dov’è colui che è nato, il re dei Giudei? Abbiamo visto spuntare la sua stella e siamo venuti ad adorarlo». 3All’udire questo, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. 4Riuniti tutti i capi dei sacerdoti e gli scribi del popolo, si informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Cristo. 5Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: 6E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero l’ultima delle città principali di Giuda: da te infatti uscirà un capo che sarà il pastore del mio popolo, Israele». 7Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire da loro con esattezza il tempo in cui era apparsa la stella 8e li inviò a Betlemme dicendo: «Andate e informatevi accuratamente sul bambino e, quando l’avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch’io venga ad adorarlo». 9Udito il re, essi partirono. Ed ecco, la stella, che avevano visto spuntare, li precedeva, finché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. 10Al vedere la stella, provarono una gioia grandissima. 11Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, si prostrarono e lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra. 12Avvertiti in sogno di non tornare da Erode, per un’altra strada fecero ritorno al loro paese. 13Essi erano appena partiti, quando un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto e resta là finché non ti avvertirò: Erode infatti vuole cercare il bambino per ucciderlo». 14Egli si alzò, nella notte, prese il bambino e sua madre e si rifugiò in Egitto, 15dove rimase fino alla morte di Erode, perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:Dall’Egitto ho chiamato mio figlio. 16Quando Erode si accorse che i Magi si erano presi gioco di lui, si infuriò e mandò a uccidere tutti i bambini che stavano a Betlemme e in tutto il suo territorio e che avevano da due anni in giù, secondo il tempo che aveva appreso con esattezza dai Magi. 17Allora si compì ciò che era stato detto per mezzo del profeta Geremia:18Un grido è stato udito in Rama, un pianto e un lamento grande: Rachele piange i suoi figli e non vuole essere consolata, perché non sono più. 19Morto Erode, ecco, un angelo del Signore apparve in sogno a Giuseppe in Egitto 20e gli disse: «Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre e va’ nella terra d’Israele; sono morti infatti quelli che cercavano di uccidere il bambino». 21Egli si alzò, prese il bambino e sua madre ed entrò nella terra d’Israele. 22Ma, quando venne a sapere che nella Giudea regnava Archelao al posto di suo padre Erode, ebbe paura di andarvi. Avvertito poi in sogno, si ritirò nella regione della Galilea 23e andò ad abitare in una città chiamata Nàzaret, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo dei profeti: «Sarà chiamato Nazareno».”

 

Per prima cosa si può notare che San Matteo evidenzia che “Maria si trovò incinta” e ciò per sottolineare la natura umana di Gesù, ma anche quella divina! Giuseppe e Maria, infatti, erano fidanzati e per l’epoca era come fossero già sposati e potevano avere rapporti sessuali, ma Giuseppe e Maria non li avevano avuti e quindi Giuseppe, pur fidandosi di Maria e della sua purezza, intuisce che c’è qualcosa di strano: ha un dubbio, un dubbio umano e quindi decide di lasciarla senza clamore visto che ancora vivevano separatamente, ma in sogno un angelo dice a Giuseppe di non temere perché il figlio di Maria è generato dallo Spirito Santo! Ecco sottolineata la natura divina di Gesù! Cristo è un uomo ma ha anche una dimensione soprannaturale!

In questo vangelo si parla di apparizione in sogno, che spesso nella Bibbia (specie nell’A.T.) viene citato come evento, e Matteo riprende molto i passi dell’Antico Testamento: in realtà non sappiamo cosa voglia dire “apparire in sogno”, è solo un termine usato per dimostrare l’intervento di Dio, ma la modalità esatta in cui Dio si rivela è ignota.

Don Pio poi ci ha chiesto come mai si da importanza alla figura di Giuseppe, pur non essendo lui il padre effettivo di Gesù? Semplicemente perché San Matteo, attraverso la genealogia iniziale riportando tutta la discendenza (“Giacobbe generò Giuseppe, lo sposo di Maria, dalla quale è nato Gesù, chiamato Cristo.”), vuole rimarcare e confermare ciò scritto nell’A. T. dove si ripete spesso che il Messia sarà discendente di Davide! Questo perché le prime comunità cristiane erano formate da molti ebrei convertiti i quali conoscevano bene le Scritture e sapevano che il Messia sarebbe nato da una vergine e per questo San Matteo ribadisce che Giuseppe prende Maria senza “che egli la conoscesse” e cioè “senza che avesse avuto rapporti sessuali con lei” a rimarcare appunto la verginità di Maria!

San Matteo vuole evidenziare che Gesù viene nel mondo per opera dello Spirito Santo per salvare l’uomo dal peccato: questa è la sua missione (e non quella come si credeva di salvare gli ebrei dalla sottomissione romana)!

Nelle prime comunità c’erano anche molti pagani convertiti, ecco perché Matteo parla poi dei Magi che sono re pagani che vanno ad adorare Cristo! Ma chi erano? Non si sa nulla di loro: ad esempio si dice venivano da oriente ma non da dove precisamente ne quanti fossero, seguivano una stella ma si sa che è impossibile seguire una stella, Erode chiede loro che vadano a riferirgli del re nato ma avrebbe potuto verificarlo da solo data la vicinanza con Betlemme! All’epoca c’era solo una credenza in base alla quale al sorgere di una nuova stella si narrava dovesse nascere qualcuno di importante! Sembra quindi non essere vera questa parte del racconto anche se ad esempio Betlemme è una città reale e Erode era davvero re della Palestina a quei tempi e anche se uomo molto intelligente (costruttore del tempio poi frequentato da Gesù stesso) fu un feroce assassino! Inoltre ci sono errori di calcoli perché è stato attestato quasi definitivamente che Gesù non nacque nell’anno zero ma sette anni prima circa, anche se questa è una scoperta recente. Allora perché San Matteo narra questo episodio così ricco di particolari ma senza un fondamento certo? Usa lo stile midrashico per far capire al popolo che Cristo è davvero un Re adorato da tutti e i Magi seppur personaggi misteriosi, arrivano ad adorarlo non perché seguono la stella ma per la Luce che la Sua venuta porta sulla Terra! San Matteo ci vuole semplicemente dimostrare che Gesù è davvero Re dell’Universo!

 

Successivamente Don Pio ha poi parlato del vangelo di Luca per farci notare le differenze tra i due evangelisti e ciò che per ognuno di loro è importante sottolineare!

Ecco il vangelo di Luca capitolo 2, 1-20: “1]In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. [2]Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. [3]Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. [4]Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, [5]per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. [6]Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. [7]Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. [8]C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. [9]Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, [10]ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: [11]oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. [12]Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». [13]E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: [14]«Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama». [15]Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere». [16]Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. [17]E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. [18]Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. [19]Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. [20]I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.

 

Luca da altre informazioni rispetto a Matteo! Parla di un decreto di Cesare Augusto e di un censimento su tutta la terra! All’epoca venivano fatti spesso i censimenti per contare e controllare gli abitanti sottomessi e riscuotere le relative tasse: ma non risulta ne fu fatto uno speciale come si narra in questo passo del vangelo! Forse fu semplicemente un censimento imponente perché alla nascita di Gesù  la Palestina (Giudea) era abbinata alla Siria sotto un unico governatore romano Quirino, mentre alla morte di Gesù le due regioni erano state divise e infatti c’erano due governatori (in Palestina Pilato). Probabile che Luca volesse dimostrare anche lui, la discendenza di Gesù da Davide! Inoltre si dice che mentre erano a Betlemme per Maria si compirono i giorni del parto e questo vuol dire che non è vero che giunsero a Betlemme all’improvviso ma erano già lì da qualche giorno e quindi forse è vero che non avevano trovato posto in albergo ma probabile avessero affittato una casa che, come tutte le case dell’epoca specie in posti rurali come quello, aveva una mangiatoia interna per permettere ai contadini di scaldarsi attraverso gli animali! Si parla poi si figlio primogenito e anche qua le interpretazioni sono molte perché si può pensare che Gesù sia stato il primo di altri figli ma Don Pio ci ha detto che il termine “primogenito” era un termine giuridico a quei tempi e significava semplicemente che il primo figlio che nasceva per legge doveva essere presentato al tempi! E’ importante leggere le scritture avendo bene in mente nozioni sulle usanze e le mentalità dell’epoca per comprenderne appieno il significato! Luca poi fa riferimento all’apparizione ai pastori dell’angelo che annuncia la nascita del salvatore: questo è un passaggio non reale probabilmente ma serve a rafforzare il concetto che vuole evidenziare l’evangelista: Gesù nasce povero e viene accolto dai più poveri!

Notiamo un raffronto totalmente diverso: San Matteo vuol far passare l’immagine del Cristo che nasce Re, San Luca del Cristo che nasce per portare speranza agli ultimi!

Tutto ciò che significato ha, conclude Don Pio? Uno solo: Cristo nasce uomo e nasce Dio, nasce povero ma ha in se la luce divina del re: proprio per questo sarà amato da tutte le genti senza distinzioni di sorta! Con queste parole illuminanti e lo scambio degli auguri si è concluso l’incontro!

 

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