GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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VI CATECHESI 21/11/2017

Il sesto incontro della catechesi unitalsiana è coinciso con il terzo incontro comunitario sulla Bibbia, che il parroco Don Pio di Cristo Re ha deciso di portare avanti per il mese di novembre.

Dopo la recita della compieta, è stato fatto un breve riassunto sugli argomenti trattati la volta precedente. Come detto la Bibbia comincia con la Genesi e nel primo capitolo la fonte usata è quella sacerdotale (500/550 a.C.) perché il ritmo è liturgico (veniva letta dai sacerdoti nella sinagoga e il popolo rispondeva alla sequenza letta). Si parla nella Genesi della creazione con la ricorrenza dell’uso del sistema del 7; 6 giorni lavorativi più 1 di riposo (il settimo giorno sarebbe il sabato) che sta a significare il tempo da dedicare alla preghiera e tutto il racconto volge all’importanza del settimo giorno. L’uomo, cioè l’umanità, è creato a immagine e somiglianza di Dio, ma cosa vuol dire questo? “Immagine” sta per “copia” e ”somiglianza” sta per “imperfezione” (non del tutto uguale cioè) quindi Dio è il Creatore Perfetto e l’Uomo è la persona creata ma imperfetta! Noi somigliamo a Dio non nel fattore spirituale, come ad esempio la cultura greca sosteneva, ma nella totalità di anima e corpo perché Dio da all’uomo potere sull’Universo per riuscire a migliorare le sue condizioni attraverso lo sviluppo della scienza! Sin dall’inizio della creazione è Dio a far scegliere i nomi delle cose all’uomo, proprio a significare il potere che vuole donargli!

Proseguendo con il commento alla Genesi, Don Pio ha continuato il discorso sulla creazione dell’uomo e della donna nel capitolo 2.  Dal versetto 7 leggiamo la creazione dell’uomo: “7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. 8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male.”  Dal versetto 15 leggiamo la creazione della donna: “15 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. 16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». 18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse: è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». 24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.”

L’autore biblico a volte mescola le fonti e, infatti, qui la fonte usata sembra essere Jahwista, antecedente a quella sacerdotale, perché il linguaggio è molto primitivo, fatto per essere maggiormente comprensibile al popolo! Sulla nascita di Adamo (da Adam cioè “di natura terrosa” che sta a simboleggiare la Terra quindi la Vita) il racconto è scritto in modo semplice, e come si può notare anche sulla collocazione dell’uomo nel giardino dell’Eden (da “steppa, sterpaglia”, che diventa rigogliosa con l’intervento divino) la descrizione è immediata. Dio da all’uomo la facoltà di coltivare e custodire l’Eden a dimostrazione del fatto che all’uomo viene dato il potere di migliorare il mondo! L’uomo può tutto tranne mangiare il frutto di due alberi, quello della conoscenza del bene e quello della conoscenza del male. Gli alberi rappresentano la Vita e quindi la supremazia di Dio e l’uomo morirebbe se ne mangiasse i frutti perché la libertà totale di fare il bene e il male rappresenta il voler superare Dio stesso! Questo linguaggio biblico è, come più volte detto, puramente simbolico e il racconto non è reale ma serve a far comprendere semplicemente che Dio lascia l’uomo libero di realizzarsi (nel bene) o di distruggersi (nel male)! L’Eden e gli alberi del bene e del male sono elementi simbolici che stanno a significare che il Signore fa dei doni grandi all’uomo e l’uomo può usarli per valorizzarsi o rovinarsi!

Sappiamo, però, che Dio permette anche lo sbaglio all’uomo perché, pur punendolo, poi lo porta sempre alla salvezza! Questo è il messaggio che ricorre costantemente in tutta la Bibbia, sin dalla Genesi! Dio fa grandi doni all’uomo (con la creazione) ma l’uomo sbaglia nel farne un uso improprio (mangia il frutto proibito) e quindi Dio lo punisce (cacciata dall’Eden) ma Dio ama troppo la sua creatura più bella e quindi gli da possibilità di Salvezza (Noè che salva dal diluvio)! Tutto il racconto biblico è basato su questo messaggio che è scritto in funzione dell’esperienza del popolo ebraico! Chi scrive, infatti, ha fatto sicuramente esperienza diretta di alcune delle cose che vengono descritte, cioè ha fatto esperienza della storia del popolo ebraico che ha vissuto un vantaggio nel periodo iniziato con Giuseppe, poi la schiavitù per 400 anni in Egitto  e infine la liberazione con Mosè! Il ciclo degli eventi è sempre lo stesso e si nota quindi un parallelismo tra la Creazione con  il vantaggio del popolo ebraico sotto Giuseppe, la cacciata dell’Eden con la schiavitù in Egitto, la salvezza di Noè dal diluvio con la liberazione del popolo ebraico attraverso Mosè! La storia si ripete continuamente e anche se la Creazione non è un fatto vero, è l’esperienza vissuta che ha permesso all’autore di scrivere attraverso simbolismi!

L’umanità vive continuamente il ciclo dell’esperienza del dono, della sofferenza e della liberazione, ma cosa distingue i credenti in Dio dagli altri? È la Speranza, perché il Signore agisce sempre per salvare l’uomo!  

Don Pio poi si è soffermato sulla Creazione della donna, come già accennato! Per prima cosa, ha voluto fare una premessa e spiegarci che per gli ebrei dare un nome alle cose non è semplicemente un fattore pratico, ma è anche dare un’essenza all’oggetto stesso che in se racchiude significati precisi! Ha poi aggiunto che gli ebrei non erano puritani e che il linguaggio usato è diretto! Questo per capire bene il passo della Genesi sulla creazione degli esseri viventi e della donna! Dio crea l’uomo e ne riconosce la disponibilità a vivere con gli altri perché ha una natura sociale e realizza il proprio essere solo avendo contatti con gli altri: l’uomo è un essere sociale dal principio della sua creazione (la Bibbia è il primo vero saggio di sociologia per Don Pio!). Dio, quindi, desidera creare all’uomo un aiuto che gli sia “simile” (come abbiamo letto) , cioè che gli sia di fronte (davanti come ad uno specchio) perché ha necessità di interagirci, parlarci e compierci atti sessuali: Dio gli conduce tutti gli esseri dice la Genesi e “condurre”, infatti, per gli ebrei vuol dire anche avere rapporti genitali! Dio dopo aver plasmato l’uomo, plasma ogni sorta di animali e li conduce all’uomo per vedere se sono l’aiuto di cui necessita anche sessualmente, ma nessun animale soddisfa l’uomo e allora Dio fa scendere su di lui un torpore, e dalla sua costola (simbolo di Vita per gli ebrei) crea la Donna, e la conduce all’uomo che la ritiene “carne della sua carne” e quindi giusta anche per soddisfare le sue esigenze sessuali (“i due saranno una sola carne”)! L’uomo e la donna sono uguali per la Bibbia perché formano la Vita e quindi la donna per la Bibbia ricopre un enorme valore! Il secondo capitolo della Genesi si conclude affermando che l’uomo e la donna erano nudi e non provavano vergogna della loro nudità e questo perché la nudità è intesa come purezza, segno di amore eterno e confidenza reciproci! Il significato di Amore, oggi invece, dice Don Pio, non è più lo stesso: si evita la nudità per celebrare invece il tradimento e gli atti osceni come normalità mentre questa realtà attuale delle cose è solo opera del demonio!

Don Pio ha concluso l’incontro ricordandoci che conoscere la Bibbia è fondamentale per capire molte cose, anche se bisogna conoscere bene le basi, cioè tutte le sfaccettature utili a comprenderla nel migliore dei modi: per questo gli incontri di catechesi sono importanti!

 

 

 

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