GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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V CATECHESI 14/11/2017

Il quinto incontro della catechesi inter-parrocchiale del gruppo Unitalsi è coinciso con il secondo incontro comunitario sulla Bibbia, che si è svolto in chiesa con Don Pio. Dopo la recita della compieta il parroco ha fatto un breve riassunto delle nozioni date la volta precedente. La Bibbia (dal greco “biblia” cioè  Libri) è un testo religioso e non scientifico composto da 73 libri (46 nell'Antico Testamento e 27 nel Nuovo Testamento) e narra dell'intervento di Dio nella storia. Questo intervento viene descritto attraverso avvenimenti e comportamenti che riguardano l'uomo! Lo stesso accadimento viene, però, narrato all'interno della Bibbia anche in versioni diverse e ciò perché gli Autori del vari libri, in base ai tempi di scrittura, si sono serviti di fonti orali e scritte (quest'ultime sono principalmente quella Jahwista, Elohista e Sacerdotale)! 

Continuando il discorso, il parroco si è soffermato sui primi cinque libri dell'AT denominati Pentateuco (che sta a significare “contenitore dei cinque rotoli”), che nel NT vengono chiamati Torah o Legge (nei vangeli infatti Gesù parla spesso di Legge). Questi Libri sono Genesi, Esodo, Levitico, Numeri e Deuteronomio. 

Il libro della Genesi inizia con la Creazione e narra di come Dio abbia dato vita a tutto ciò che esiste in 6 giorni, riposando il settimo giorno. Per Don Pio questo racconto, che è simbolico, serve a sottolineare l'importanza del riposo che, per l'autore, rappresenta in sintesi tempo da dedicare alla preghiera. Non a caso il terzo dei dieci comandamenti è proprio quello che dice “Ricordati di santificare le feste” e cioè di rendere gloria a Dio! Noi non conosciamo più la parola “riposo” in ambito lavorativo e questo ci ha allontanati anche dalla preghiera e di conseguenza perdendo il senso del giorno del riposo, perdiamo anche  il senso della comunità e del vivere gli affetti!

I capitoli della Genesi hanno una semplice funzione propedeutica e la fonte usata è quella sacerdotale che è la più recente e si attesta sul VI secolo a.C. . Il tipo di linguaggio applicato è infatti, liturgico e quindi scritto da sacerdoti. L'uomo non viene creato dal caso, ma da Dio. Sull'origine della vita e sul nulla che l'ha preceduta, la scienza ha formulato infinite ipotesi, ma l’uomo è sicuramente una creatura di Dio e la Bibbia, seppur usando simbolismi, ce lo rivela in modo assoluto! Ecco i primi due capitoli della Genesi:

GENESI 1, 1-30 “1 In principio Dio creò il cielo e la terra. 2 La terra era informe e deserta e le tenebre ricoprivano l'abisso e lo spirito di Dio aleggiava sulle acque. 3 Dio disse: «Sia la luce!». E la luce fu. 4 Dio vide che la luce era cosa buona e separò la luce dalle tenebre 5 e chiamò la luce giorno e le tenebre notte. E fu sera e fu mattina: primo giorno. 6 Dio disse: «Sia il firmamento in mezzo alle acque per separare le acque dalle acque». 7 Dio fece il firmamento e separò le acque, che sono sotto il firmamento, dalle acque, che son sopra il firmamento. E così avvenne. 8 Dio chiamò il firmamento cielo. E fu sera e fu mattina: secondo giorno. 9 Dio disse: «Le acque che sono sotto il cielo, si raccolgano in un solo luogo e appaia l'asciutto». E così avvenne. 10 Dio chiamò l'asciutto terra e la massa delle acque mare. E Dio vide che era cosa buona. 11 E Dio disse: «La terra produca germogli, erbe che producono seme e alberi da frutto, che facciano sulla terra frutto con il seme, ciascuno secondo la sua specie». E così avvenne: 12 la terra produsse germogli, erbe che producono seme, ciascuna secondo la propria specie e alberi che fanno ciascuno frutto con il seme, secondo la propria specie. Dio vide che era cosa buona. 13 E fu sera e fu mattina: terzo giorno. 14 Dio disse: «Ci siano luci nel firmamento del cielo, per distinguere il giorno dalla notte; servano da segni per le stagioni, per i giorni e per gli anni 15 e servano da luci nel firmamento del cielo per illuminare la terra». E così avvenne: 16 Dio fece le due luci grandi, la luce maggiore per regolare il giorno e la luce minore per regolare la notte, e le stelle. 17 Dio le pose nel firmamento del cielo per illuminare la terra 18 e per regolare giorno e notte e per separare la luce dalle tenebre. E Dio vide che era cosa buona. 19 E fu sera e fu mattina: quarto giorno. 20 Dio disse: «Le acque brulichino di esseri viventi e uccelli volino sopra la terra, davanti al firmamento del cielo». 21 Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che guizzano e brulicano nelle acque, secondo la loro specie, e tutti gli uccelli alati secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 22 Dio li benedisse: «Siate fecondi e moltiplicatevi e riempite le acque dei mari; gli uccelli si moltiplichino sulla terra». 23 E fu sera e fu mattina: quinto giorno. 24 Dio disse: «La terra produca esseri viventi secondo la loro specie: bestiame, rettili e bestie selvatiche secondo la loro specie». E così avvenne: 25 Dio fece le bestie selvatiche secondo la loro specie e il bestiame secondo la propria specie e tutti i rettili del suolo secondo la loro specie. E Dio vide che era cosa buona. 26 E Dio disse: «Facciamo l'uomo a nostra immagine, a nostra somiglianza, e domini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutte le bestie selvatiche e su tutti i rettili che strisciano sulla terra». 27 Dio creò l'uomo a sua immagine; a immagine di Dio lo creò; maschio e femmina li creò. 28 Dio li benedisse e disse loro: «Siate fecondi e moltiplicatevi, riempite la terra; soggiogatela e dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e su ogni essere vivente, che striscia sulla terra». 29 Poi Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra e ogni albero in cui è il frutto, che produce seme: saranno il vostro cibo. 30 A tutte le bestie selvatiche, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. 31 Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.”

GENESI 2, 1-25 “1 Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. 2 Allora Dio, nel settimo giorno portò a termine il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro. 3 Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli creando aveva fatto. 4a Queste le origini del cielo e della terra, quando vennero creati.  4bQuando il Signore Dio fece la terra e il cielo, 5 nessun cespuglio campestre era sulla terra, nessuna erba campestre era spuntata - perché il Signore Dio non aveva fatto piovere sulla terra e nessuno lavorava il suolo 6 e faceva salire dalla terra l'acqua dei canali per irrigare tutto il suolo -; 7 allora il Signore Dio plasmò l'uomo con polvere del suolo e soffiò nelle sue narici un alito di vita e l'uomo divenne un essere vivente. 8 Poi il Signore Dio piantò un giardino in Eden, a oriente, e vi collocò l'uomo che aveva plasmato. 9 Il Signore Dio fece germogliare dal suolo ogni sorta di alberi graditi alla vista e buoni da mangiare, tra cui l'albero della vita in mezzo al giardino e l'albero della conoscenza del bene e del male. 10 Un fiume usciva da Eden per irrigare il giardino, poi di lì si divideva e formava quattro corsi. 11 Il primo fiume si chiama Pison: esso scorre intorno a tutto il paese di Avìla, dove c'è l'oro 12 e l'oro di quella terra è fine; qui c'è anche la resina odorosa e la pietra d'ònice. 13 Il secondo fiume si chiama Ghicon: esso scorre intorno a tutto il paese d'Etiopia. 14 Il terzo fiume si chiama Tigri: esso scorre ad oriente di Assur. Il quarto fiume è l'Eufrate. 15 Il Signore Dio prese l'uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivasse e lo custodisse. 16 Il Signore Dio diede questo comando all'uomo: «Tu potrai mangiare di tutti gli alberi del giardino, 17 ma dell'albero della conoscenza del bene e del male non devi mangiare, perché, quando tu ne mangiassi, certamente moriresti». 18 Poi il Signore Dio disse: «Non è bene che l'uomo sia solo: gli voglio fare un aiuto che gli sia simile». 19 Allora il Signore Dio plasmò dal suolo ogni sorta di bestie selvatiche e tutti gli uccelli del cielo e li condusse all'uomo, per vedere come li avrebbe chiamati: in qualunque modo l'uomo avesse chiamato ognuno degli esseri viventi, quello doveva essere il suo nome. 20 Così l'uomo impose nomi a tutto il bestiame, a tutti gli uccelli del cielo e a tutte le bestie selvatiche, ma l'uomo non trovò un aiuto che gli fosse simile. 21 Allora il Signore Dio fece scendere un torpore sull'uomo, che si addormentò; gli tolse una delle costole e rinchiuse la carne al suo posto.22 Il Signore Dio plasmò con la costola, che aveva tolta all'uomo, una donna e la condusse all'uomo. 23 Allora l'uomo disse: è carne dalla mia carne e osso dalle mie ossa. La si chiamerà donna perché dall'uomo è stata tolta». 24 Per questo l'uomo abbandonerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una sola carne. 25 Ora tutti e due erano nudi, l'uomo e sua moglie, ma non ne provavano vergogna.

 

Possiamo notare che Dio crea tutte le schiere tra cielo e terra e ogni creazione risulta essere “cosa buona”, ma solo dopo aver creato infine l’uomo la vede come “cosa molto buona”: questo perché l’uomo è creato a “immagine di Dio” e Dio gli da potere su tutte le sue creature a significare che il Signore ha fiducia nell’uomo e sa che può cambiare e migliorare l’intero universo! Ricordiamoci, però, che l’uomo è “grande” perché somiglia a Dio che lo ama infinitamente, ma resta pur sempre una copia imperfetta, quindi volersi porre al di sopra di Dio è inimmaginabile, anche se molti uomini credono di poterlo fare, purtroppo!

Cosa vuol dire nello specifico “a  immagine e somiglianza”? Per Don Pio non è una questione di anima che si eleva a Dio, come vuole la tradizione greca che separa appunto il corpo dall’anima; ma è una questione di totalità perché nella tradizione ebraica l’uomo è tutt’uno con anima e corpo senza alcuna separazione e siccome l’uomo nasce eretto nella Bibbia, ciò sta a significare che ha tutte le facoltà sviluppate per avere potere come Dio desidera che abbia!

Nella Genesi, come detto, il simbolismo è la chiave di lettura. La creazione di Adamo ed Eva, per esempio, sta a significare in Adamo l’umanità tutta e in Eva la partoriente, cioè la continuità della specie! L’uomo e quindi l’umanità, cade nel male e viene punito ma Dio non abbandona mai le sue creature e per questo vuole salvarlo e lo fa più volte nella storia; attraverso Noè, poi attraverso Abramo fino alla venuta di Cristo! Altro simbolismo è legato ai numeri. Nella Genesi si parla si 7 giorni, di 7 creazioni, il verbo “creare” è usato 7 volte, 35 (multiplo di 7) volte viene nominato Dio, ecce cc. Il numero 7 rappresenta la Perfezione e tutta la Genesi e tutta la Bibbia camminano sul simbolismo dei numeri 3,7,10 e sui loro multipli (come già detto la volta scorsa)!  

A proposito di numeri, Don Pio ci ricorda alcune date fondamentali che dovremmo tenere sempre a mente per capire meglio la storia del popolo ebraico: 1850 a.C. inizio della storia della salvezza con Abramo, 1250 a.C. Mosè porta il popolo ebraico fuori dalla schiavitù, 1100 a. C. si riuniscono le tribù di Israele sotto re Saul, 1000 a. C. re Davide sale al trono, 950 a.C. Salomone da inizio alla costruzione del tempio di Gerusalemme, 721 a.C. gli Assiri conquistano Israele, 586 a.C. distruzione del tempio di Gerusalemme e esodo in Babilonia per persecuzione Nabucodonosor, 538 a.C. rientro dalla Babilonia per molti ebrei. Questa data coincide con le fonti sacerdotali se notiamo bene e quindi si può supporre che molti libri del VT siano stati scritti proprio al rientro in Gerusalemme dopo il periodo babilonese!

Con la preghiera finale si è concluso questo incontro.

 

 

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