GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

 

Il quarto incontro della catechesi interparrocchiale del gruppo unitalsi si è svolto a Cristo Re con Don Roberto che, data la prossimità del Natale, ha deciso di parlarci della storia e delle tradizioni legate a questa festività fondamentale per la Chiesa!

Le origini del Natale sono legate a quelle della Pasqua, considerata dalla Chiesa il momento principale dell’anno per un cristiano! Pasqua vuol dire Redenzione e, i primi cristiani, la celebravano ogni settimana nel Dies Domini (giorno del Signore) divenuto oggi la “nostra” domenica! Onorare la morte e la resurrezione di Cristo era necessario, anzi con il passare degli anni, si è deciso di farlo in modo ancora più solenne attraverso la celebrazione del Triduo Pasquale, che avviene in giorni sempre diversi, basati all’inizio sui calcoli della tradizione ebraica!

Se, quindi, la Pasqua ha sempre avuto questa rilevanza, come mai si è pensato di celebrare un’altra solennità? Nei vangeli si parla quasi esclusivamente della vita pubblica di Gesù, e il riferimento all’annunciazione e all’infanzia lo troviamo solamente in alcuni dei capitoli iniziali dei vangeli di Matteo e Luca! Con il tempo ci si è resi conto, però, che non aveva senso festeggiare la Redenzione e la Resurrezione del Cristo senza dare importanza all’ Incarnazione, evento indispensabile per comprendere la stessa Pasqua!

Ma come si è scelta la data del 25 dicembre? Nei vangeli non c’è nessun riferimento alla data, come non c’è riferimento alla stalla, al bue e all’asinello ed altri segni, creatisi semplicemente in seguito per tradizione popolare.

La festa del Natale venne introdotta circa 330 anni dopo le prime celebrazioni cristiane legate principalmente alla Pasqua. Fu scelta la data del 25 dicembre per motivi collegati ad usanze pagane! Il 21 dicembre, infatti, avviene il solstizio d’inverno (quando il sole è più lontano dalla terra) quindi le ore di buio sono maggiori delle ore di luce, specie dal 13 dicembre fino a dopo il 21, mentre dal 25 in poi il sole torna ad avvicinarsi di più e le ore di luce a crescere! Il 25 Dicembre era, quindi, per i romani una data simbolica, connessa al solstizio d'inverno ed a una festa pagana  introdotta dall'Imperatore Aureliano nel 274 d.C.: il "Natale dell'Invitto", che altro non era che il "Sol Invictus", divinità solare di Emesa, ovvero il "giorno del nuovo sole".

I cristiani, in un certo senso, si appropriano di questa festa e per loro il “nuovo sole” è naturalmente Gesù, che viene a farsi uomo per salvarci! Lui è la Luce che viene dall’Alto , il faro che illumina il cammino buio che spesso attraversiamo! Dio, tramite la venuta di Cristo, si dona al mondo: ecco perché la tradizione dello scambio dei regali, anche noi doniamo qualcosa agli altri cosi come Dio ha donato a noi suo Figlio! Purtroppo nel tempo è divenuta tutta una commercializzazione, ed il vero senso del Natale si è perso! Così come il senso dell’addobbare e dell’illuminare che starebbero a significare la Luce di Dio che attraverso Gesù dona speranza al mondo, invece oggi le luminarie sono divenute anch’esse una sorta di abbellimento per invogliare agli acquisti o di gara tra vicini di casa su chi ha le luci più alla moda!

Ma cosa vuol dire Natale? Il termine italiano "Natale" deriva dal latino cristiano Natāle(m), per ellissi di diem Natālem Chiristi ("giorno di nascita di Cristo") a sua volta da latino natālis derivato da nātus ("nato"), participio perfetto del verbo nāsci ("nascere"). Il giorno in cui è nato Cristo, la Luce è arrivata e il Verbo si è fatto Carne per venire ad abitare in mezzo agli uomini (come leggiamo nel cap 1 del vangelo di Giovanni)!

A questa festa così sentita, popolarmente molto più della Pasqua, sono legate molte tradizioni, tra le quali quella del presepe, a cui ha dato vita in origine San Francesco d’Assisi! Il desiderio di rievocare la nascita di Gesù viene a Francesco durante un viaggio in Palestina. Quando nell’autunno del 1223 si reca a Roma da papa Onorio III, chiede al Santo Padre di poterla realizzare. Ottenuto il permesso, San Francesco torna a Greccio, in cui era stato nel 1209, perché gli “ricordava Betlemme” e disse a Giovanni Velita, suo amico fedele, : “Voglio celebrare teco la notte di Natale. Scegli una grotta dove farai costruire una mangiatoia ed ivi condurrai un bove ed un asinello, e cercherai di riprodurre, per quanto è possibile la grotta di Betlemme! Questo è il mio desiderio, perché voglio vedere, almeno una volta, con i miei occhi, la nascita del Divino infante”.

E così, il 24 dicembre 1223, viene messa in scena la nascita di Gesù bambino. C'erano la grotta, il bue e l'asinello. Nessuno dei presenti prese il ruolo di Giuseppe e Maria, perché Francesco non voleva si facesse "spettacolo" della nascita di Gesù. Solo successivamente nei presepi del mondo sono stati aggiunti gli altri personaggi. Il biografo di San Francesco, Tommaso da Celano, scrisse che uno dei presenti vide il bambinello di terracotta prendere vita. Da questi momenti trae origine il tradizionale presepio, poi tramandato e esportato in tutto il mondo cristiano (a Greccio, ogni anno, viene messo in scena il ricordo di questo evento. Non un semplice presepe vivente, ma la rievocazione dei momenti che hanno spinto San Francesco a realizzare la natività di Gesù).

 

Anche l’albero ha un suo valore, legato dal punto di vista cristiano, a quello della creazione! Nell’Eden c’erano due alberi; quello della Conoscenza del Bene e del Male e quello della Vita! Dal primo albero trarrà origine il peccato originale e la cacciata di Adamo ed Eva, che non vengono puniti da Dio, ma allontanati perché non hanno più fiducia in Lui e quindi Dio stesso li affida alla Redenzione che avviene attraverso un altro albero, l’albero della Croce! Fare l’albero è, quindi, far brillare la Luce divina contro l’oscurità del male!

 

Altra tradizione è quella del 6 gennaio legata alla venuta dei Magi! Cosa c’è di vero? E’ probabile i magi fossero realmente degli astrologi in cerca di una cometa all’epoca avvistata in oriente. La Luce della cometa è naturalmente la Luce di Gesù che nasce! Ma per i cristiani ortodossi il Natale si festeggia proprio il 6 gennaio (ricordiamo che religiosamente l’impero romano d’oriente con a capo il vescovo di Costantinopoli era diviso da quello romano d’occidente con a capo il Papa) mentre per noi il 6 gennaio è l’Epifania, che sta a significare “manifestazione di Gesù al mondo” (Gesù che nasce è Gesù che nasce per tutti, ad oriente come ad occidente)! In sostanza è come se noi cristiani cattolici festeggiassimo due volte il Natale perché il senso delle due date 25 dicembre e 6 gennaio è molto simile!

 

In conclusione, Don Roberto ci ha ricordato che l’avvento inizia dai primi Vespri della domenica più vicina al 30 novembre, e dura fino a prima dei primi Vespri di Natale mentre il tempo di Natale è il periodo dell'anno liturgico della Chiesa cattolica e di altre chiese cristiane che inizia il 25 dicembre e finisce la domenica del battesimo del Signore, che ricorre la prima domenica dopo l'Epifania. Al suo interno si celebrano varie feste solennità: la festa della Sacra Famiglia, che ricorre la prima domenica dopo il Natale; la solennità di Maria Santissima Madre di Dio, il 1º gennaio; la solennità dell'Epifania, il 6 gennaio; il battesimo del Signore, un’altra immagine della manifestazione del Signore, che chiude il ciclo natalizio.

 

Infine il sacerdote ci ha ricordato che il giorno di Natale, per quanto riguarda la liturgia, nella Chiesa è caratterizzato da quattro messe e da diverse letture dei vangeli in base alle messe stesse che sono divise in:

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    ad noctem (cioè la messa della notte);

  • in aurora;

  • in die (nel giorno).

    Questa divisione consente di avere più letture importanti legate alla venuta di Gesù che salva l’umanità incarnandosi per renderci liberi! Riflettiamo sul vero significato del Natale e non lasciamoci corrompere dalle mode commerciali e pagane che non hanno nulla a che fare con il messaggio di Amore immenso che questa festa viene a ricordarci!

    Buon Natale!

 

 

 

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