GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

La quinta catechesi, prima del nuovo anno, del gruppo unitalsi interparrocchiale di Porto d’Ascoli, si è svolta presso la Sacra Famiglia con Don Francesco.

Il parroco ha preparato e ci ha presentato una riflessione molto bella partendo dall’analisi della seconda lettera di S. Paolo ai Corinzi, proseguendo sul tema dell’apostolato che stiamo trattando in questi incontri. Eccola:

“L’amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione (cfr. 2 Cor 5, 14-20) 2 Corinzi 5,14-20

Infatti, l‘amore di Cristo ci spinge, perché siamo sicuri che uno morì per tutti, e quindi che tutti

partecipano alla sua morte. Cristo è morto per tutti, perché quelli che vivono non vivano più per se stessi, ma per lui che è morto ed è risuscitato per loro. Perciò, d‘ora in avanti non possiamo più considerare nessuno con i criteri di questo mondo. E se talvolta abbiamo considerato così Cristo, da un punto di vista puramente umano, ora non lo valutiamo più in questo modo. Perché quando uno è unito a Cristo, è una creatura nuova: le cose vecchie sono passate; tutto è diventato nuovo.

E questo viene da Dio che ci ha riconciliati con sé per mezzo di Cristo e ha dato a noi l‘incarico di

portare altri alla riconciliazione con lui. Così Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di

Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l‘annunzio della riconciliazione.

Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo

nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio.”

 

Riflessione di Don Francesco:

L‘amore di Cristo ci spinge verso la riconciliazione : è il motto biblico - ispirato al capitolo 5 della

Seconda Lettera ai Corinzi – che ci viene proposto per la Settimana di preghiera per l‘unità dei

cristiani del 2017. Una scelta quanto mai felice, visto che quest‘anno ricorre il quinto Centenario

della Riforma protestante, avviata da Martin Lutero con l‘affissione delle 95 tesi sulle indulgenze,

avvenuta il 31 ottobre 1517 a Wittenberg, in Germania.

E’ una occasione anche per riflettere sulla riconciliazione nelle nostre comunità e tra di noi. Anzi diremo che serve per il mondo intero. Il testo biblico enfatizza che la riconciliazione è un dono che viene da Dio, inteso per l‘intera creazione. - Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo: perdona agli uomini i loro peccati e ha affidato a noi l‘annunzio della riconciliazione (v.19). Quale risultato dell‘azione di Dio, la persona, che è stata riconciliata in Cristo, è chiamata a sua volta a proclamare questa riconciliazione in parole e opere: - L’amore di Cristo ci spinge. - Quindi, noi siamo ambasciatori inviati da Cristo, ed è come se Dio stesso esortasse per mezzo nostro. Vi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dioǁ‖ (v.20). Il testo sottolinea che questa riconciliazione non è senza sacrificio. Gesù ha dato la sua vita; è morto per tutti. Gli ambasciatori di riconciliazione, similmente, sono chiamati, nel suo nome, a dare la loro vita. Essi non vivono più per loro stessi;essi vivono per Colui che è morto per loro.

 

Chiamati alla testimonianza

L‘amore di Cristo ci sollecita a pregare, ma anche ad andare oltre la nostra preghiera per l‘unità dei

cristiani. Le comunità e le chiese hanno bisogno del dono della riconciliazione di Dio quale sorgente di vita. Ma, soprattutto, esse ne hanno bisogno per poter dare la loro comune testimonianza al mondo: - Fa’ che siano tutti una cosa sola: come tu, Padre, sei in me e io sono in te, anch‘essi siano in noi. Così il mondo crederà che tu mi hai mandato‖ (Gv 17, 21).

Il mondo necessita di ambasciatori di riconciliazione, che facciano cadere barriere, costruiscano

ponti, stabiliscano la pace, e aprano la porta a nuovi stili di vita, nel nome dell‘Unico che ci ha riconciliati in Dio, Gesù Cristo. Il suo Santo Spirito conduce al cammino verso la riconciliazione nel suo nome. La sorgente della riconciliazione in Dio, donata gratuitamente, possa scorrere durante la Settimana di preghiera di quest‘anno, cosicché molte persone trovino la pace, e si ricostituiscano legami; possano i popoli e le chiese sentirsi spinti dall‘amore di Dio a vivere una vita riconciliata e a rompere le barriere che ci separano. Il fatto che i cristiani possano ricordare insieme, oggi, un evento del passato che ha diviso i cristiani in occidente con un senso di speranza e ponendo l‘accento su Gesù Cristo e la sua opera di riconciliazione è un - notevole risultato, come sottolinea l‘Introduzione teologico – pastorale, raggiunto grazie a cinquant‘anni di dialogo ecumenico. Anche le chiese tedesche, dopo un dibattito ampio – e - talvolta difficile - hanno abbracciato questa prospettiva, quella di una commemorazione ecumenica che sia una celebrazione di Cristo, come evidenzia il tema della Settimana.

È importante sottolineare che, così come nell‘espressione l‘amore di Cristo si tratta non del nostro amore per Cristo, ma dell‘amore che Cristo ha avuto e ha per noi, che si è manifestato nella sua morte per tutti, la riconciliazione verso cui siamo spinti è in primo luogo quella che Dio ci offre in

Cristo: - Dio ha riconciliato il mondo con sé per mezzo di Cristo (v. 19) e ha fatto di noi gli - ambasciatori di questa riconciliazione, il cui incarico è quello di supplicare - da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio. La riconciliazione, insomma, prima di essere lo sforzo umano di credenti che cercano di superare le divisioni che esistono fra loro, è un dono di Dio.

Nel messaggio finale dell‘Assemblea le chiese europee affermavano: Vogliamo vivere il dono di Dio della riconciliazione ... Se saremo guidati da questo dono nella vita quotidiana, nella vita delle nostre chiese e nella vita del nostro continente, potremo promuovere l‘unità della chiesa e dell‘umanità. Nella misura in cui ci lasciamo riconciliare con Dio in Cristo potremo dunque non solo compiere passi importanti di riconciliazione tra le chiese divise, ma diventare testimoni della riconciliazione in un mondo che, si legge ancora nell‘Introduzione alla Settimana di preghiera, - ha bisogno di ministri di riconciliazione, che abbattano le barriere, costruiscano ponti, facciano la pace e aprano le porte a nuovi stili di vita nel nome di colui che ci ha riconciliati con Dio, Gesù Cristo. Come esempi concreti di questo ministero di riconciliazione.

Noi dobbiamo accogliere il mandato del Signore nel diventare ambasciatori di riconciliazione:

Nella nostra vita

Nella nostra Famiglia

Nel nostro gruppo

Nelle nostre chiese.

Gli otto giorni e la celebrazione ecumenica

Il testo 2 Corinzi 5,14-20, struttura la riflessione degli otto giorni, che sviluppa alcuni degli spunti

teologici dei singoli versetti, come segue:

1. Uno morì per tutti

2. Vivere non più per se stessi

3. Non considerare più nessuno con i criteri di questo mondo Le cose vecchie sono passate

4. Tutto è diventato nuovo

5. Dio ha riconciliato il mondo con sé

6. L‘annunzio della riconciliazione

7. Riconciliàti con Dio

Questi spunti così importanti presentati da Don Francesco, hanno messo in evidenza delle caratteristiche fondamentali a cui noi cristiani dovremmo far riferimento! Questa è la settimana della Preghiera per l’unità dei cristiani e pregare per questa causa è essenziale perché è dall’unità dei singoli cristiani che si parte per arrivare all’unità dei vari gruppi fino a raggiungere l’unità della Chiesa tutta! Un esempio meraviglioso ce lo mostra il Santo Padre Francesco che fa del dialogo con tutti, una vera missione: spianare i muri e non erigerli, questo è lo scopo dell’ essere ambasciatori dell’Amore di Cristo! Per il Papa coloro che credono in un unico Signore, sono tutti fratelli (ortodossi, anglicani, protestanti, ecc) e tendere loro la mano è un atto importantissimo!

Nella lettera di San Paolo leggiamo della Grazia che viene dall’Alto: noi siamo impotenti di fronte a tale dono che appunto può venirci solo dall’Alto e dobbiamo iniziare a comprendere che l’Amore di Cristo è per tutti! Se, come cristiani, riusciamo ad essere uniti è unicamente perché riconosciamo che Cristo Gesù ha è venuto per la salvezza di tutti e non solo per la nostra personale! Ma spesso questo passaggio essenziale ce lo scordiamo e siamo pronti a giudicare, sparlare, mettere zizzania anche nei gruppi ai quali apparteniamo (spesso ciò accade anche all’interno del nostro gruppo unitalsi)!

La Croce è al di sopra di tutte le nostre povertà e, anche se gli uomini di questo mondo pensano al “potere” come meta da raggiungere, per noi cristiani al primo posto delle priorità deve esserci sempre la Croce! San Paolo dice che tutto è divenuto nuovo e noi siamo nuove creature pronte a porgere l’altra guancia, non per fesseria o buonismo, ma perché Cristo ci ha donato un Cuore Nuovo! Dio ha riconciliato il mondo con se e ciò vuol dire che ha riconciliato tutti gli esseri umani con Lui, anche quelli più lontani da Lui, che semplicemente non sanno che Dio li attende per amarli , mentre noi lo sappiamo! Per questo dobbiamo divenire Ambasciatori della riconciliazione, per testimoniare l’Amore del Signore!

Cristo è corpo ed è sangue! Noi spesso dimentichiamo il Suo sangue e ci soffermiamo sul corpo che riconosciamo attraverso l’eucarestia, simbolo del pane spezzato nell’ultima cena, ma molte religioni cristiane danno importanza anche al sangue di Cristo, perché è proprio il sangue che Lui ha versato per noi che ci purifica (sul Golgota si narra che una goccia di sangue di Cristo crocifisso sia caduta in profondità per raggiungere Adamo e liberarlo dal peccato)! Il Sangue Divino ci purifica e ci da forza e quindi, per prima cosa, noi in quanto cristiani, abbiamo il dovere di essere ambasciatori dell’Amore di Dio, partendo proprio dalle nostre case! Portare elementi di riconciliazione e rappacificazione alle persone a noi vicine è davvero importante, anche per poter permettere a loro e a noi, una riconciliazione con se stessi prima di tutto! Rappacificare il proprio cuore, ci rende pronti ad una testimonianza più vera e sincera, anche se è sempre una Grazia di Dio che ci cambia il cuore e quindi non è possibile fingere di avere un cuore puro se in realtà non lo si ha! Un cuore vecchio, non saprà mai riconciliarsi per davvero perché coverà sempre rancore! L’esempio ci può venire dalle nostre stesse parrocchie, quelle che frequentiamo ogni giorno! Il Papa ci ricorda che una parrocchia è bella solo se all’interno nessuno parla male dell’altro, ma questo avviene realmente? I nostri comportamenti spesso crudeli e intenti a portare discordia, servono ad alzare i muri e non a portare pacificazione! Anche quando non siamo noi ad attaccare l’altro, ma è l’altro che ci attacca pur senza motivo nonostante noi tendiamo la mano, dobbiamo sperare sempre e pregare che le cose cambino, magari ci vorranno anni e anni, ma i tempi del Signore non sono i nostri, però sta a noi fare la nostra parte, ricordiamolo! Ad esempio, dopo la riforma luterana, ci sono voluti più di 500 anni prima che si arrivasse ad una riconciliazione con la chiesa cattolica, avvenuta proprio da poco attraverso la grande umiltà del nostro Papa!

E’ la testimonianza che apre i cuori, sempre attraverso la grazia di Dio e a volte fare il primo passo per riconciliarsi, seppur difficile, permette all’altro di capire e lasciarsi andare a sua volta!

A volte, purtroppo, la riconciliazione esteriore non è possibile perché la persona a cui vorremmo rivolgerci, non c’è più magari, allora cosa fare? Riconciliarsi con se stesso, sapersi perdonare attraverso la preghiera, il “parlare” ugualmente con chi non c’è più, chiedere aiuto magari ad un sacerdote ecc. Queste situazioni spesso accadono tra padri e figli, e quando, ad esempio, il padre muore e il figlio non si è riconciliato con lui, si resta con un senso di insofferenza a volte insopportabile! Don Francesco, attraverso le esperienze che ha vissuto nel suo cammino di uomo e sacerdote, ci ha ricordato che, secondo lui, un padre deve sempre saper perdonare il figlio perché è colui che da l’esempio, mentre il figlio tenderà sempre alla rivalità e alla rivalsa fino ad arrivare a compiere atti gravissimi, come i casi di omicidio del genitore stesso che spesso ci raccontano in tv e sui giornali! Eppure, anche in casi così gravi, spesso i padri (e/o le madri naturalmente) superstiti, tendono a perdonare i propri figli! Questi sono veri esempi di amore immenso: ricordiamo però che per ogni contrasto riconciliato, c’è sempre Dio dietro che dona la Grazia del perdono, e rende sostenibili situazioni a volte così brutte che a noi sembrano impossibili da poter superare!

Partire dalle riconciliazioni in famiglia per arrivare a quelle più ampie nei gruppi di cui facciamo parte, portano alla riconciliazione della Chiesa stessa (che spesso vive contrasti interni durissimi perché anche gli uomini che la compongono, a volte, perdono la loro identità di figli di Dio)!

Adoperarsi per l’unità è indispensabile, e seppur viviamo situazioni di rifiuto, non stanchiamoci di chiedere aiuto al Signore, che al momento giusto in tempi che non immaginiamo, ci manderà la Sua Grazia che è dono dello Spirito Santo e per questo, non può esserci mai negata! Impariamo però, anche a saper chiedere le cose veramente importanti per noi e per i nostri fratelli!

Rendiamoci testimoni saldi dell’Amore di Dio, che è l’Amore più Grande!

L’incontro si è concluso con la preghiera finale, con il pensiero rivolto ai nostri fratelli terremotati, di nuovo colpiti dal sisma e da ulteriori disagi e tragedie. Possa il Signore dare loro la forza per renderli testimoni speciali della Sua volontà affinché, nonostante le dure prove della vita, riconoscano e ritrovino la Luce della Fede e della Salvezza!

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

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