GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

Il settimo incontro della catechesi del gruppo interparrocchiale Unitalsi di Porto d’Ascoli si è svolto a Cristo Re con Don Pio.

Dopo la recita iniziale della compieta, Don Pio ha ritenuto di dover affrontare con noi il tema dell’eutanasia, dopo i recenti fatti di cronaca riguardanti Fabiano Antoniani, noto come dj Fabo, paralizzato e cieco in seguito di un incidente, che ha deciso di mettere fine alla sua vita in una clinica in Svizzera perché in Italia non esiste ancora una legislazione in merito.

Il sacerdote ha chiesto la nostra opinione al riguardo e in molti hanno detto di aver condiviso la  scelta di Fabiano perché dettata dalla sofferenza propria e di chi lo accudiva. Questi nostri pensieri al riguardo sono, di certo, condizionati da ciò che televisioni giornali e social media ci inculcano incessantemente, ha rimarcato Don Pio!

Noi cristiani, unitalsiani oltretutto, dobbiamo invece sempre ricordare che non siamo padroni della nostra vita che è proprietà di Dio, Colui ce l’ha donata! Oggi purtroppo siamo vittime delle altrui idee, spesso violentemente proiettate nel nostro cervello, per renderci incapaci di pensare autonomamente (un esempio potrebbe essere il fatto stesso che oggi si usano parole come “compagna o compagno” per rispetto delle varie situazioni familiari attuali ma ciò serve solo a confondere maggiormente le nostre idee o meglio ad omologarle!).

Noi invece siamo tenuti a comprendere meglio e approfonditamente le situazioni, quindi pur non volendo giudicare, perché non riflettiamo, ad esempio, sul fatto che se la sofferenza psichica spesso è più devastante di quella fisica, allora porre fine alla propria vita diventerebbe un’ecatombe globale?

Molte figure della chiesa che si sono espresse su questo caso, hanno dato risalto al lato umano della vicenda, senza soffermarsi molto su ciò che dovrebbe essere invece fondamentale, cioè parlare di Gesù Cristo e del Suo Amore! Questioni essenziali come quelle riguardanti la Vita, vanno affrontate dalle figure religiose non con paura e cautela, ma mettendo Dio al centro del discorso!

Per Don Pio è logico che chi non crede nel Signore e quindi nella vita eterna, ma solo in ciò che esiste su questa terra, è libero di fare certe scelte, non concependo la sofferenza come sopportabile per se e per gli altri ed è altresì giusto che vengano fatte leggi al riguardo.

Il credente e cristiano specialmente, invece, NON può fare assolutamente lo stesso ragionamento. Se Dio ci ha creati donandoci la Vita, non possiamo essere noi a decidere di togliercela, nonostante la disperazione possa essere insopportabile! Credenti si è sulla terra, cristiani si è perché certi della vita eterna!

Don Pio poi ha elaborato un concetto più approfondito: se consideriamo la legge dell’evoluzione, sappiamo che alla nascita non partiamo con un’esperienza precisa e piena ma completiamo evolvendoci la nostra crescita interiore, affettiva e intellettuale. Allora può starci che ad un certo punto di questa crescita, anche da cristiani, se ci si trova nel dolore e nella malattia, si possa pensare che la sofferenza non abbia senso e quindi non accettandola, considerare giuste certe scelte come porre fine alla propria vita per alleviare la disperazione propria ed egli altri! Ma superato questo passaggio, se davvero la crescita riguarda anche la Fede, si deve arrivare a comprendere che la Sofferenza ha un Valore e ha un Valore enorme perché ci accomuna a Cristo sulla Croce! Accettare il dolore fisico e psicologico, è accettare il dolore di Cristo e per questo un cristiano vero come missione dovrebbe avere anche quella di comprendere e far comprendere agli altri che la sofferenza conta sia quanto riguarda se stessi sia quanto riguarda coloro che sono vicini a chi è nella prova!

Parlare di Gesù Cristo e della sua Croce è semplicemente parlare dell’Amore nella sua forma più totale!

Don Pio ha voluto raccontarci poi la storia, letta dalla rivista “Credere”, di Nino Baglieri, di Modica, tetraplegico a causa di un incidente sul lavoro che, dopo lunghi anni lontano da Dio, in seguito alla visita un gruppo di preghiera del Rinnovamento Nello Spirito riunitosi a casa sua, è riuscito a riscoprire la Fede vivendo con serenità la sua malattia, accettando la sua sofferenza e lodando Dio fino alla fine dei suoi giorni terreni! Ha lasciato un bellissimo testamento spirituale e per questa sua grande testimonianza è stata intentata la causa di beatificazione!

Ricapitolando, per Don Pio chi non ha come riferimento la Croce di Cristo, e fa certe scelte come quella di Fabiano, non è condannabile, ma se accettiamo la sofferenza come “dono” che ci unisce a Cristo, dobbiamo avere il coraggio dato dalla Fede di portare avanti qualsiasi prova che ci riguardi personalmente o che riguardi chi ci è vicino! Don Pio stesso ci dice che è molto difficile arrivare a questo traguardo anche da cristiani e lui stesso che ha sperimentato una grande sofferenza nella malattia, a volte si è trovato in difficoltà nell’accettare la prova!

E sempre Don Pio ci ha ribadito che la Carità e cioè l’Amore ha un valore sempre maggiore rispetto alle idee e alle regole che a volte ci impone la società e la stessa Chiesa; quindi non facciamoci condizionare, come spesso accade, da chi, attraverso varie forme, bombarda le nostre teste di concetti preconfezionati ma teniamo una mente aperta e vigile perché è vero che le regole contano ma sono fatte per gli uomini dagli uomini mentre Gesù è venuto sulla terra a portare Amore e non regole (il vangelo Luca 6, 1-5 narra proprio delle spighe raccolte di sabato da Gesù e gli apostoli contro le leggi dei farisei)!

Concludendo la catechesi con la preghiera del Gloria, abbiamo affidato le nostre riflessioni e i nostri dubbi a San Giuseppe, che festeggeremo tra pochi giorni, che è stato il Santo più Grande perché ha creduto senza chiedere e ha Amato senza misura!

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Unitalsi Interparrocchiale Via Damiano Chiesa 33 63074 San Benedetto del Tronto