GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

La sesta catechesi del gruppo interparrocchiale unitalsi di Porto d’Ascoli, si è svolta a Cristo Re con Don Anselmo.

Il sacerdote ci ha ricordato subito che l’ascolto della Parola fatto quotidianamente, ci aiuta nel nostro cammino di fede e conoscenza.  Abbiamo così letto il Vangelo del giorno (legato alla prima lettura della Genesi su Caino e Abele), Marco 8, 11-13:

In quel tempo, vennero i farisei e incominciarono a discutere con Gesù, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, con un profondo sospiro, disse: "Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione". E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.”

I farisei, osservanti della legge, chiedono un segno, come se la presenza del Cristo tra loro e i grandi prodigi fatti da Lui fino a quel momento (tra cui la resurrezione di Lazzaro, la guarigione dei lebbrosi, la moltiplicazione dei pani), non bastassero! I farisei siamo noi, noi che non ci accontentiamo: ma cos’altro vogliamo dal Signore? Se il Cristo avesse dato ai farisei altri segni, sicuramente sarebbero stati usati contro di Lui. Nel salmo che fa d’antifona alla comunione leggiamo “Hanno mangiato e si sono saziati  e Dio li ha soddisfatti nel loro desiderio,  la loro brama non è stata delusa.” Dio tende a soddisfarci sempre, ma non ce ne accorgiamo e chiediamo sempre di più! Dobbiamo imparare a non dar nulla per scontato invece! La bramosia che l’uomo possiede, ci rende ingordi e mai grati, mentre Dio è sempre pronto a donarci tutto, ma noi non lo capiamo! Giovanni Paolo II diceva che siamo ancora lontani dal cristianesimo, dobbiamo imparare ad ascoltare la Parola per noi stessi, e non credere che sia rivolta sempre agli altri, perché noi non siamo perfetti come spesso ci reputiamo!

La Fede, dice Don Anselmo, è semplice e vera e proprio per questo ci obbliga ad essere veri con noi stessi perché a livello spirituale siamo ancora davvero piccoli! Dobbiamo farci aiutare dalla Parola e come un esteta dell’arte può soffermarsi per giorni e giorni su un’opera ed ogni volta scoprirne un particolare nuovo che lo affascina, così noi dovremmo aggrapparci a Cristo e tramite il Vangelo e la vicinanza al prossimo, scoprire e capire “cose nuove e cose antiche (Matteo 13, 44-52)”.

Don Anselmo, poi ha voluto continuare l’approfondimento iniziato con Don Francesco, sulla seconda lettera i Corinzi di San Paolo ed è stato letto il capitolo VI versetti dall’1 al 18:

[1]E poiché siamo suoi collaboratori, vi esortiamo a non accogliere invano la grazia di Dio. [2]Egli dice infatti: Al momento favorevole ti ho esaudito e nel giorno della salvezza ti ho soccorso. Ecco ora il momento favorevole, ecco ora il giorno della salvezza! [3]Da parte nostra non diamo motivo di scandalo a nessuno, perché non venga biasimato il nostro ministero; [4]ma in ogni cosa ci presentiamo come ministri di Dio, con molta fermezza nelle tribolazioni, nelle necessità, nelle angosce, [5]nelle percosse, nelle prigioni, nei tumulti, nelle fatiche, nelle veglie, nei digiuni; [6]con purezza, sapienza, pazienza, benevolenza, spirito di santità, amore sincero; [7]con parole di verità, con la potenza di Dio; con le armi della giustizia a destra e a sinistra; [8]nella gloria e nel disonore, nella cattiva e nella buona fama. Siamo ritenuti impostori, eppure siamo veritieri; [9]sconosciuti, eppure siamo notissimi; moribondi, ed ecco viviamo; puniti, ma non messi a morte; [10]afflitti, ma sempre lieti; poveri, ma facciamo ricchi molti; gente che non ha nulla e invece possediamo tutto! Sfoghi e avvertimenti [11]La nostra bocca vi ha parlato francamente, Corinzi, e il nostro cuore si è tutto aperto per voi. [12]Non siete davvero allo stretto in noi; è nei vostri cuori invece che siete allo stretto. [13]Io parlo come a figli: rendeteci il contraccambio, aprite anche voi il vostro cuore![14]Non lasciatevi legare al giogo estraneo degli infedeli. Quale rapporto infatti ci può essere tra la giustizia e l'iniquità, o quale unione tra la luce e le tenebre? [15]Quale intesa tra Cristo e Beliar, o quale collaborazione tra un fedele e un infedele? [16]Quale accordo tra il tempio di Dio e gli idoli? Noi siamo infatti il tempio del Dio vivente, come Dio stesso ha detto: Abiterò in mezzo a loro e con loro camminerò e sarò il loro Dio, ed essi saranno il mio popolo. [17]Perciò uscite di mezzo a loro e riparatevi, dice il Signore, non toccate nulla d'impuro. E io vi accoglierò, [18]e sarò per voi come un padre, e voi mi sarete come figli e figlie, dice il Signore onnipotente.

Dice San Paolo che non dobbiamo essere motivo di scandalo (Il termine scandalo deriva dal greco σκάνδαλον (skàndalon), che significa "ostacolo", "inciampo". Il significato più antico del termine rinvia ad azioni o discorsi che danno cattivo esempio), ma quand’è che faccio inciampare chi mi è vicino e mi rendo motivo di scandalo? Non quando sbaglio perché lo sbaglio è nella natura umana, ma quando manco di sapienza, pazienza benevolenza, giustizia e sincerità! Spesso invece siamo saccenti e supponenti, come già detto, e tutto ciò è deleterio per noi stessi e per gli altri! È importante non essere di scandalo e aiutare l’altro a non esserlo a sua volta; noi, anche se moribondi, come dice San Paolo, dobbiamo essere “puniti, ma non messi a morte..afflitti ma lieti”. Don Anselmo ci racconta che alla sua ordinazione sacerdotale, gli sono restate impresse nell’anima le parole di Don Paolo De Luca, sacerdote presente alla cerimonia ma paralizzato dalla malattia, che non potendosi stringere a lui per gli auguri gli disse “Anselmo, ti abbraccio con il cuore”! Questo è un esempio delle parole di San Paolo, nell’afflizione la letizia per l’altro! E’ l’umiltà che ci salva mentre la saccenza ci uccide perché ci rende motivo di scandalo! Ricordiamoci che non siamo noi a migliorare il mondo, è il Signore che sceglie le persone giuste per farlo, noi siamo strumenti nelle Sue mani e guai a vantarci o osannarci! Bisogna sapersi abbandonare nella semplicità, come San Tommaso d’Aquino che conduceva studi ritenuti fondamentali, ma un giorno mentre celebrava la Messa, qualcosa lo colpì nel profondo del suo essere, perché da quel giorno la sua vita cambiò ritmo e non volle più scrivere né dettare altro.  Ci furono vari tentativi di fargli dire o confidare il motivo di tale svolta; solo più tardi Tommaso disse: “…tutto quello che ho scritto è come paglia per me, in confronto a ciò che ora mi è stato rivelato” e non solo smise di scrivere, ma riusciva solo a pregare e a svolgere le attività fisiche più elementari.  (vedi link http://www.santiebeati.it/dettaglio/22550). Chi sa essere semplice, come lo è stato questo Santo, sa abbandonarsi al Signore e riesce a comprendere che si può andare avanti solo grazie alla Sua infinita Misericordia! Questi argomenti hanno fatto riaffiorare alla memoria  il nostro amato amico Cesare, che a quasi due anni dalla sua scomparsa, ha dato a tutti noi una grandissima lezione di Vita, nonostante l’enorme sofferenza dovuta alla sua totale disabilità fisica. Ricordiamo benissimo quando dopo l’incontro con Papa Francesco, gli fu chiesto durante un’intervista cosa desiderasse dalla vita e lui, lasciandoci tutti di stucco, rispose che dalla vita aveva avuto tutto perché non gli mancava nulla! Questi esempi devono essere per noi, unitalsiani oltretutto, fari nella missione di fede che ci è stata affidata.

Un’orazione della liturgia ambrosiana ripresa da Don Giussani recita “Signore Dio, nella semplicità del mio cuore lietamente Ti ho dato tutto”: con queste stupende parole unite alla recita della compieta serale, Don Anselmo ha concluso l’incontro.

 

 

 

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
Unitalsi Interparrocchiale Via Damiano Chiesa 33 63074 San Benedetto del Tronto