GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 21 ottobre 2014

E’ cominciata presso Cristo Re, la catechesi interparrocchiale Unitalsi per l’anno 2015/2016. In questo percorso ci accompagnerà Francesca Benigni in collaborazione con i sacerdoti di Porto d’Ascoli.

Nel primo incontro abbiamo ascoltato una canzone di De Andre’ intitolata “il sogno di Maria” ispirata ai vangeli apocrifi, nel cui testo l’autore fa “sognare” l’annuncio dell’angelo a Maria e nel sogno poi la porta in volo per farle vivere splendide emozioni. Nel momento in cui l’angelo le tocca le vertebre lei riceve la consapevolezza di avere il dono di Dio nel grembo. Questa immagine della canzone ci riporta al momento biblico della Genesi in cui si narra che Eva fu generata dalla costola di Adamo e quindi il paragone tra Eva madre dell’uomo e Maria madre del Salvatore, diviene palese! Dio crea le cose chiamandole per nome, per questo Maria allo stesso modo, al parlare dell’angelo, messaggero diretto del Signore, incarna immediatamente nel suo ventre il Figlio!

Dopo aver ascoltato le parole della canzone, siamo andati avanti con la lettura del vangelo che narra l’Annunciazione, il vangelo di Luca nonché vangelo di questo anno liturgico e chiamato vangelo della Misericordia (la buona notizia dell’amore del Padre). Non a caso Papa Francesco ha indetto proprio per quest’anno il Giubileo della Misericordia; il Santo Padre ci chiede di annunciare al mondo la gioia del nostro essere cristiani che Dio ci ama e che andremo a contemplare il Suo volto divino!

Il vangelo di Luca si suppone sia stato scritto circa cinquanta anni dopo la resurrezione di Cristo. Luca, dalle parole di Paolo, scrive questo vangelo per la comunità di Antiochia dove vivevano molti pagani convertiti al cristianesimo che credevano Gesù sarebbe tornato presto sulla terra, ma costatando che così non era avvenuto, iniziavano a perdere speranza e fede.

L'annunciazione Luca 1, 26-56

“”26 Nel sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città della Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine, promessa sposa di un uomo della casa di Davide, chiamato Giuseppe. La vergine si chiamava Maria. 28 Entrando da lei, disse: «Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te». 29 A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32 Sarà grande e chiamato Figlio dell'Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33 e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine». 34 Allora Maria disse all'angelo: «Come è possibile? Non conosco uomo». 35 Le rispose l'angelo: «Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell'Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36 Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37 nulla è impossibile a Dio». 38 Allora Maria disse: «Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto». E l'angelo partì da lei. 39 In quei giorni Maria si mise in viaggio verso la montagna e raggiunse in fretta una città di Giuda. 40 Entrata nella casa di Zaccaria, salutò Elisabetta. 41 Appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo 42 ed esclamò a gran voce: «Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! 43 A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? 44 Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo. 45 E beata colei che ha creduto nell'adempimento delle parole del Signore» 46 Allora Maria disse:

«L'anima mia magnifica il Signore 47 e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore, 48 perché ha guardato l'umiltà della sua serva. D'ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata. 49 Grandi cose ha fatto in me l'Onnipotente
Santo è il suo nome: 
50 di generazione in generazione la sua misericordia si stende su quelli che lo temono.  51 Ha spiegato la potenza del suo braccio, ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; 52 ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili; 
53 ha ricolmato di beni gli affamati, ha rimandato a mani vuote i ricchi. 54 Ha soccorso Israele, suo servo, ricordandosi della sua misericordia, 55 come aveva promesso ai nostri padri, ad Abramo e alla sua discendenza,
per sempre».
56 Maria rimase con lei circa tre mesi, poi tornò a casa sua.””

Maria doveva avere all’incirca 15 anni ed era promessa sposa di un uomo giusto, Giuseppe. Quando riceve la visita dell’Arcangelo Gabriele (messaggero di Dio per eccellenza) si trova in  casa sua: ,le accade qualcosa di meraviglioso che sente subito nel cuore! Maria resta in silenzio e ascolta senza paura, crede subito alle parole che le sono rivolte ma risponde e chiede chiarimenti. Gli ebrei al tempo conoscevano a memoria le scritture e lei quindi “riconosce” subito il modo di parlare dell’angelo e la Grazia Immensa che sta ricevendo! E cosa fa? Come l’angelo parte, si mette in cammino anche lei. Va da Elisabetta, ma non perché deve fuggire dalle “chiacchiere del paese”, ma perché ha una tale Gioia nel cuore che deve fare qualcosa, non può contenerla perché la Gioia dell’Annuncio non è solo per lei, ma è per il Mondo intero (gli ebrei aspettavano il Messia da circa 1800 anni!). Maria fa un lungo e faticoso viaggio di 150 km che dura circa 3/4 giorni per andare da Elisabetta (a sua volta ispirata dallo Spirito Santo nel sapere che stesse aspettando il Salvatore) e noi immaginiamo la scena di due madri “speciali” che si salutano e contemporaneamente anche dei due bambini nei loro grembi che si “salutano” (Giovanni esulta nel ventre di Elisabetta)! Sarà infatti Giovanni che preparerà la strada a Cristo Gesù, vera Via vera Luce! Questo incontro tra madri è un incontro di pura Gioia e Maria trasforma la Gioia che vive in servizio per gli altri, restando tre mesi da Elisabetta (Madre Teresa di Calcutta diceva che “il servizio è gioia anche se faticoso”).

Maria ha creduto pur essendo “come noi” e si è messa in cammino con Gesù nel grembo, anche lui già  in cammino ad indicarci la strada per salvarci; perché se Dio ci ha creati a sua immagine e somiglianza, lo ha fatto per poter “dialogare” con l’uomo e fargli scoprire il suo Amore senza fine!

 Quando ci succede qualcosa di inatteso (una grande gioia o un forte dolore) ciò che ci accade serve proprio a capire “quanto” noi crediamo e a scoprire o a “riscoprire” la nostra Fede! E tutto ciò che ci accade serve sempre alla nostra crescita personale e va sempre condiviso perché è condividendo che si riesce ad amare veramente.

La catechesi si è conclusa con la recita della “compieta” che è una delle preghiere che la Chiesa recita ogni giorno uguale per tutti i cristiani del mondo; e questo è un modo vivo e vero di preghiera in unità con tutta la Chiesa!

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