GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 16 Dicembre 2015

Il settimo incontro della catechesi unitalsi/adulti del gruppo interparrocchiale di Porto d’Ascoli, si è svolto presso i locali della SS.ma Annunziata con Francesca.

Il 13 dicembre si è aperta, nella nostra diocesi, la Porta della Misericordia presso cattedrale della Marina di San Benedetto (come in tutte le diocesi del mondo, per la prima volta nella storia per desiderio di Papa Francesco affinché tutti possano realmente vivere il giubileo) e quindi si è parlato, all’inizio dell’incontro, dell’esperienza e delle emozioni avute da chi ha partecipato a questo santo evento.

«Io sono la porta: se uno entra attraverso di me, sarà salvo; entrerà e uscirà e troverà pascolo» (Gv 10,9). Queste parole di Gesù ci chiariscono molto il senso del giubileo straordinario che stiamo vivendo e che Papa Francesco ha indetto in maniera quasi profetica: entrare in Gesù per sperimentare l’Amore misericordioso del Padre! Entriamo attraverso la porta per andare verso Gesù e purificarci, ma uscendo dobbiamo continuare ad operare nel suo Amore attraverso le opere di misericordia corporali e spirituali!

E’ sembrato opportuno di seguito leggere il vangelo di Natale, per poter riflettere sul messaggio stupendo che racchiude.

Luca 2,1-20      “1 In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. 2 Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. 3 Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. 4 Anche Giuseppe, che era della casa e della famiglia di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme,5 per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta.6 Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. 7 Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c'era posto per loro nell'albergo. 8 C'erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. 9 Un angelo del Signore si presentò davanti a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, 10 ma l'angelo disse loro: «Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: 11 oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. 12 Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia». 13 E subito apparve con l'angelo una moltitudine dell'esercito celeste che lodava Dio e diceva: 14 «Gloria a Dio nel più alto dei cieli
e pace in terra agli uomini che egli ama». 15 Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro: «Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere».16 Andarono dunque senz'indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, che giaceva nella mangiatoia. 17 E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro. 18 Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano.19 Maria, da parte sua, serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. 20 I pastori poi se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com'era stato detto loro.”

A Natale non sperimentiamo il “ricordo ” di Gesù che nasce, ma Gesù stesso che nasce: c’è una grande differenza! Cristo ci ama talmente tanto che si fa carne per noi, nella povertà più assoluta! L’angelo, infatti, annuncia la nascita ai pastori, agli ultimi tra gli ultimi (considerati impuri per essere sempre vicini agli animali, come i malati considerati tali perché puniti per la loro cattiveria)! La stessa Betlemme è un villaggio di poche anime piccolo e povero, ma non a caso la sua traduzione vuol dire “Casa del Pane” , proprio a significare che Gesù nasce per diventare nostro Pane e saziarci in eterno!
Nel vangelo vengono date notizie abbastanza precise (tempi storici, censimento ecc.), a rafforzare il significato che davvero Dio si è fatto uomo tra gli uomini: Lui infinitamente Grande che si fa infinitamente Piccolo! E proprio ai più piccoli viene fatto l’annuncio: alla chiamata dell’angelo i pastori all’inizio hanno timore, poi senza esitare si mettono in cammino verso la grotta. Il racconto di Luca dell’annuncio del Salvatore ai pastori, ha lo stesso schema dell’annuncio del concepimento di Gesù a Maria! Ciò che più stupisce, è che, in entrambi i casi, dopo le parole degli angeli di “non temere”, non esiste più esitazione e ci si mette subito in cammino per condividere la Grande Gioia (Maria va verso Elisabetta piena di Spirito Santo così come i pastori verso la grotta dove nasce Gesù)!

Questo è un messaggio fondamentale: mettersi in cammino, muoversi verso gli altri, con opere e parole di misericordia specialmente, come in quest’anno santo in particolare siamo chiamati a fare!

Questo è l’Augurio per il Natale: tendere agli altri attraverso la misericordia che ci dona Dio nel far nascere Suo Figlio per la salvezza di tutti!

La catechesi ripartirà il 13 gennaio 2016.

Aggiungiamo alcune indicazioni sul senso del Giubileo della Misericordia e su come viverlo meglio (tratte dall’opuscolo preparato dall’Ufficio Liturgico Diocesano):

Per vivere il Giubileo

 

Il Giubileo della Misericordia deve essere anzitutto celebrato. Il suo culmine è nella celebrazione eucaristica, dove la Chiesa prega e vive il mistero del perdono e della comunione.

Segno peculiare è il  pellegrinaggio: icona del cammino che ogni persona compie nella sua esistenza. È il segno che la misericordia è una meta da raggiungere che richiede impegno e sacrificio, come stimolo alla conversione.

Attraversando la Porta della Misericordia ci lasceremo abbracciare da Dio e ci impegneremo ad essere misericordiosi con gli altri come il Padre lo è con noi.

Nel fonte battesimale la Madre Chiesa partorisce i suoi figli e li immerge per la prima volta nelle acque del Mistero pasquale di Cristo. Possa essere richiamo costante alla dignità di figli di Dio. Occorrerà poi esercitare le opere di misericordia corporale (dare da mangiare agli affamati, dare da bere agli assetati, vestire gli ignudi, accogliere i forestieri, assistere gli ammalati, visitare i carcerati, seppellire i morti)  e le opere di misericordia spirituale (consigliare i dubbiosi, insegnare agli ignoranti, ammonire i peccatori, consolare gli afflitti, perdonare le offese, sopportare pazientemente le persone moleste, pregare Dio per i vivi e per i morti ).

 

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