GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 11 Novembre 2015

Il terzo incontro della catechesi adulti/unitalsi Porto d’Ascoli si è svolto presso la parrocchia Sacra Famiglia con Francesca Benigni.

Dopo la recita della compieta, con l’invito a pregare per la Chiesa e per il quinto convegno ecclesiale che si sta tenendo a Firenze, Francesca ci ha parlato di come “Dio si prende cura del suo popolo con misericordia” parlandoci della storia della Bibbia attraverso la lettura di alcuni dei brani dei libri che la compongono.

Dalla lettera del Vescovo: “Nella storia di Israele, come nella storia della Chiesa, c’è sempre qualcuno che si distrugge ciò che Dio vuole costruire di bello e positivo per il suo popolo, ma, attraverso altri, Dio riprende i fili della storia e li riconduce sulla retta via”.

Attraverso la lettura di alcuni brani biblici, riscopriamo come Dio, con amore di Madre, si prende sempre cura del suo popolo, nonostante i tradimenti, gli errori. Dio non abbandona mai le sue creature, i profeti lo ricordano in continuazione al popolo, che però a volte fa fatica e si allontana dalla retta via. Dio allora, amorevolmente,  lo prende per mano e lo riconduce a se.

Perché l’amore misericordioso di Dio è fatto di  gesti concreti e lo fa chiedendo la collaborazione umana. “Anche per donarci Gesù ha avuto bisogno del sì di Maria”.

I brani su cui riflettere sono:  Isaia 5,1-7   Ezechiele  16,1-63   Osea 11,1-9  Isaia 11,1-9

Dio ci ama per la nostra unicità e per questo ci ha creati, nessuno di noi risulta inutile ai suoi occhi misericordiosi e questa è stata la scoperta più grande che ha illuminato il popolo ebraico perché se Dio ha scelto il popolo ebraico per la salvezza, lo ha scelto anche in ogni suo singolo componente.

Nell’antico Testamento Dio parla attraverso i profeti, che non sono dei conoscitori del futuro, ma semplicemente uomini che amano Dio e a cui Dio da il dono di aiutare a comprendere ciò che accade in quel momento al popolo ebraico. Dio ci chiede solo di ricambiare il suo Amore e attraverso Osea, ad esempio, ci parla del popolo eletto che Lui vede come un bimbo da prendere per mano e condurre alla salvezza (che nel primo esodo fuori l’Egitto avverrà con Mosè) anche se poi Dio verrà tradito e il popolo nuovamente deportato. Ma nel secondo esodo (Nabucodonosor li deporterà in Babilonia) Ezechiele li esorta a far loro comprendere che il Signore comunque non li abbandonerà perché ha loro promesso il Salvatore.

Con la venuta di Cristo e attraverso il sacramento del battesimo noi siamo già salvati.

Dio ci ama “con le viscere”, dicono le Scritture, di un Amore che viene da dentro, come di una madre che porta in grembo il figlio, come Maria con Gesù in grembo! Dio è padre e madre (come diceva da Giovanni Paolo I).

L’incontro si è concluso con la lettura di una pagina del diario di Santa Faustina (pag. 163):

Aiutami, o Signore, a far sì che i miei occhi siano misericordiosi, in modo che io non nutra mai sospetti e non giudichi sulla base di apparenze esteriori, ma sappia scorgere ciò che c'è di bello nell'anima del mio prossimo e gli sia di aiuto.

 Aiutami a far sì che il mio udito sia misericordioso, che mi chini sulle necessità del mio prossimo, che le mie orecchie non siano indifferenti ai dolori ed ai gemiti del mio prossimo.

 Aiutami, o Signore, a far sì che la mia lingua sia misericordiosa e non parli mai sfavorevolmente del prossimo, ma abbia per ognuno una parola di conforto e di perdono.

 Aiutami, o Signore, a far sì che le mie mani siano misericordiose e piene di buone azioni, in modo che io sappia fare unicamente del bene al prossimo e prenda su di me i lavori più pesanti e più penosi.

 Aiutami a far sì che i miei piedi siano misericordiosi, in modo che io accorra sempre in aiuto del prossimo, vincendo la mia indolenza e la mia stanchezza. Il mio vero riposo sta nella disponibilità verso il prossimo.

 Aiutami, Signore, a far sì che il mio cuore sia misericordioso, in modo che partecipi a tutte le sofferenze del prossimo. A nessuno rifiuterò il mio cuore. Mi comporterò sinceramente anche con coloro di cui so abuseranno della mia bontà, mentre io mi rifugerò nel Misericordiosissimo Cuore di Gesù.

 

 

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