GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 09 Marzo 2016

Il dodicesimo incontro della catechesi adulti/unitalsi di Porto d’Ascoli si è svolto presso la parrocchia Sacra Famiglia con Francesca.

Francesca ci ha consigliato di riflettere sul messaggio di Papa Francesco per la Quaresima di questo Anno Santo “Misericordia io voglio e non sacrifici. Le opere di misericordia nel cammino giubilare” e sulle parole di Paolo VI nell’esortazione apostolica Gaudete in Domino scritta nell’anno santo 1975. Essendo l’ultimo incontro prima della Pasqua, è stata letta la preghiera dell’Exultet, propria della veglia Pasquale che ci mostra la bontà misericordiosa di Dio Padre, il suo annuncio di gioia!

Ecco il testo:

Esulti il coro degli angeli,
esulti l'assemblea celeste:
un inno di gloria saluti il trionfo del Signore risorto.
Gioisca la terra inondata da così grande splendore;
la luce del Re eterno ha vinto le tenebre del mondo.
Gioisca la madre Chiesa, splendente della gloria del suo Signore,
e questo tempio tutto risuoni
per le acclamazioni del popolo in festa.
E voi, fratelli carissimi,
qui radunati nella solare chiarezza di questa nuova luce,
invocate con me la misericordia di Dio onnipotente.
Egli che mi ha chiamato, senza alcun merito,
nel numero dei suoi ministri, irradi il suo mirabile fulgore,
perché sia piena e perfetta la lode di questo cero.

Il Signore sia con voi.
E con il tuo spirito.

In alto i nostri cuori.
Sono rivolti al Signore.

Rendiamo grazie al Signore, nostro Dio.
È cosa buona e giusta.

È veramente cosa buona e giusta
esprimere con il canto l'esultanza dello spirito,
e inneggiare al Dio invisibile, Padre onnipotente,
e al suo unico Figlio, Gesù Cristo nostro Signore.

Egli ha pagato per noi all'eterno Padre il debito di Adamo,
e con il sangue sparso per la nostra salvezza
ha cancellato la condanna della colpa antica.
Questa è la vera Pasqua, in cui è ucciso il vero Agnello,
che con il suo sangue consacra le case dei fedeli.
Questa è la notte in cui hai liberato i figli di Israele, nostri padri,
dalla schiavitù dell'Egitto,
e li hai fatti passare illesi attraverso il Mar Rosso.
Questa è la notte in cui hai vinto le tenebre del peccato
con lo splendore della colonna di fuoco.
Questa è la notte che salva su tutta la terra i credenti nel Cristo
dall'oscurità del peccato e dalla corruzione del mondo,
li consacra all'amore del Padre
e li unisce nella comunione dei santi.
Questa è la notte in cui Cristo, spezzando i vincoli della morte,
risorge vincitore dal sepolcro.
Nessun vantaggio per noi essere nati, se lui non ci avesse redenti.
O immensità del tuo amore per noi! O inestimabile segno di bontà:
per riscattare lo schiavo, hai sacrificato il tuo Figlio!
Davvero era necessario il peccato di Adamo,
che è stato distrutto con la morte del Cristo.
Felice colpa, che meritò di avere un così grande redentore!
O notte beata, tu sola hai meritato di conoscere
il tempo e l'ora in cui Cristo è risorto dagli inferi.
Di questa notte è stato scritto: la notte splenderà come il giorno,
e sarà fonte di luce per la mia delizia.
Il santo mistero di questa notte sconfigge il male,
lava le colpe, restituisce l'innocenza ai peccatori,
la gioia agli afflitti.
Dissipa l'odio, piega la durezza dei potenti,
promuove la concordia e la pace.
O notte veramente gloriosa,
che ricongiunge la terra al cielo e l'uomo al suo creatore!
In questa notte di grazia accogli, Padre santo, il sacrificio di lode,
che la Chiesa ti offre per mano dei suoi ministri,
nella solenne liturgia del cero,
frutto del lavoro delle api, simbolo della nuova luce.
Riconosciamo nella colonna dell'Esodo
gli antichi presagi di questo lume pasquale
che un fuoco ardente ha acceso in onore di Dio.
Pur diviso in tante fiammelle non estingue il suo vivo splendore,
ma si accresce nel consumarsi della cera
che l'ape madre ha prodotto
per alimentare questa preziosa lampada.
Ti preghiamo, dunque, Signore, che questo cero,
offerto in onore del tuo nome
per illuminare l'oscurità di questa notte,
risplenda di luce che mai si spegne.
Salga a te come profumo soave,
si confonda con le stelle del cielo.
Lo trovi acceso la stella del mattino,
questa stella che non conosce tramonto:
Cristo, tuo Figlio, che risuscitato dai morti
fa risplendere sugli uomini la sua luce serena
e vive e regna nei secoli dei secoli.
Amen.

 

E’ il canto realizzato al di là delle speranze profetiche: nell’annuncio gioioso della resurrezione, la pienezza della gioia sgorga dalla vittoria del Crocifisso, da suo Cuore trafitto. La gioia pasquale è la gioia di una trasfigurazione possibile, quella della nuova Presenza del Cristo risorto che elargisce ai suoi lo Spirito Santo affinché rimanga con loro. In tal modo lo Spirito Paraclito è donato alla Chiesa come principio inesauribile della sua gioia di sposa del Cristo glorificato! La preghiera ricapitola la storia della Salvezza, è un inno di Gloria che ci invita a gioire perché la Misericordia di Dio si è fatta Carne, non è più solo Parola!

La Misericordia di Dio, infatti, è la protagonista di questa preghiera (misericordia che Dio ci dona attraverso l’annuncio degli angeli alle donne nel sepolcro e che dagli apostoli in poi è stato tramandato come una catena infinita per duemila anni fino ai nostri pastori)! Una misericordia che, nella tradizione profetica, ha strettamente a che fare già a livello etimologico, proprio con le viscere materne (rahamin) e anche con una bontà generosa, fedele e compassionevole (hesed), che si esercita all’interno delle relazioni coniugali e parentali. Il mistero della misericordia divina si svela nel corso della storia tra l’alleanza tra Dio e il suo popolo Israele! Dio, ricco di misericordia, è pronto a riversare sul suo popolo una tenerezza ed una compassione viscerali. Siamo di fronte ad un vero e proprio dramma di amore, nel quale Dio gioca il ruolo di padre e di marito tradito, mentre Israele gioca quello di figlio e sposa infedeli. Questo dramma raggiunge il suo vertice nel Figlio fatto uomo: in Lui Dio riversa la sua misericordia senza limiti fino al punto di farne la “Misericordia incarnata”. Questo è il cuore del Kerygma apostolico (l’annuncio del messaggio cristiano), nel quale la misericordia divina ha un posto centrale e fondamentale. Occorre che cessiamo di indurire il nostro cuore per ascoltare la voce del Signore e accogliere la proposta del Grande perdono, annunciata dal profeta Geremia! Questa promessa di Perdono riceve il suo significato definitivo nel sacrificio redentore di Gesù, Servo Sofferente. Il Signore vuole farci comprendere che la conversione richiesta non è assolutamente un passo indietro, come avviene con il peccato ma la conversione è mettersi sulla strada giusta e progredire nella vera libertà e gioia. E’ risposta ad un invito che proviene da lui, amoroso, rispettoso e pressante allo stesso tempo! La misericordia di Dio trasforma il cuore dell’uomo e gli fa sperimentare un amore fedele e così lo rende a sua volta capace di misericordia. E’ un miracolo sempre nuovo che la misericordia divina si possa irradiare nella vita di ciascuno di noi, motivandoci all’amore del prossimo e animando quelle che la tradizione della Chiesa chiama le opere di misericordia spirituale e corporale, che poi sono le opere che Gesù stesso ha compiuto tra la gente del popolo, gente concreta che lo ha seguito proprio perché Lui ha accolto, guarito, annunciato la Parola, gioito con il prossimo, ha semplicemente amato!  Dio è Amore e ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito; mediante lo Spirito la sua presenza non cessa di avvolgerci con la sua tenerezza e di penetrarci con la sua Vita, e noi camminiamo verso la beata trasfigurazione della nostra esistenza nel solco della resurrezione di Gesù.

Sarebbe strano se questa Buona Novella, che suscita l’alleluia della Chiesa, non ci desse un aspetto di salvati; in Dio stesso tutto è gioia perché tutto è dono! Dono che la luce del cero Pasquale nella notte santa, ci esorta ad elargire al nostro prossimo senza restare nella nostra superbia perché quella Luce è Cristo stesso (“ricevete la Luce di Cristo”)! Noi dobbiamo accogliere la Salvezza che ci viene donata e per questo da salvati dobbiamo gioire! Adamo e il Signore ricongiungono le loro mani, separate dal peccato originale, attraverso il Cristo che è Dono del Padre a tutta l’umanità! Questo sguardo positivo sulle persone e sulle cose, frutto di uno spirito umano illuminato dallo spirito Santo, trova presso i cristiani un luogo privilegiato di arricchimento proprio della celebrazione del mistero pasquale di Gesù. Nella sua passione, morte e resurrezione il Cristo ricapitola la storia di ogni uomo e di tutti gli uomini, con il loro peso di sofferenze  e peccati, con le loro possibilità di superamento e santità!

Dio c’è sempre anche nei momenti più duri, e Maria Santissima è testimone della sofferenza infinita ma anche della speranza e della fede più vere, perché ha saputo accogliere l’annuncio dell’Amore più Grande, che è Gioia inesauribile. Dobbiamo imparare a sperimentare la misericordia che Dio e questo possiamo farlo attraverso la riconciliazione (confessione) e operando misericordia rivolgendoci al prossimo, all’altro che ci è accanto!

Il nostro Dio è un Dio concreto, un Dio che è Amore: annunciamolo nella notte di Pasqua e scambiamoci gli auguri con le parole più belle “Cristo è Risorto”!

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

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