GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 02 Marzo 2016

 

L’undicesimo incontro della catechesi adulti/unitalsi si è tenuto il 02 marzo persso la parrocchia Ss.ma Annunziata con Don Anselmo.

Dopo la preghiera della sera, il sacerdote ci ha letto un brano di San Teofilo di Antiochia vescovo dal “Libro ad Autolico” : “Se dici: Fammi vedere il tuo Dio io ti dirò: Fammi vedere l'uomo che è in te, e io ti mostrerò il mio Dio. Fammi vedere quindi se gli occhi della tua anima vedono e le orecchie del tuo cuore ascoltano. Infatti quelli che vedono con gli occhi del corpo, percepiscono ciò che si svolge in questa vita terrena… Allo stesso modo si comportano anche gli orecchi del cuore e gli occhi dell'anima in ordine alla vista di Dio.
Dio, infatti, viene visto da coloro che lo possono vedere cioè da quelli che hanno gli occhi. Ma alcuni li hanno annebbiati e non vedono la luce del sole. Tuttavia per il fatto che i ciechi non vedono, non si può concludere che la luce del sole non brilla… Tu hai gli occhi della tua anima annebbiati per i tuoi peccati e le tue cattive azioni… Fa' vedere se per caso non sei operatore di cose indegne, ladro, calunniatore, iracondo, invidioso, superbo, avaro, arrogante con i tuoi genitori… Queste cose ti ottenebrano, come se le tue pupille avessero un diaframma che impedisse loro di fissarsi sul sole. Ma se vuoi, puoi essere guarito. Affidati al medico ed egli opererà gli occhi della tua anima e del tuo cuore. Chi è questo medico? È Dio, il quale per mezzo del Verbo e della sapienza guarisce e dà la vita…Se capisci queste cose… e se vivi in purezza, santità e giustizia, puoi vedere Dio. Ma prima di tutto vadano innanzi nel tuo cuore la fede e il timore di Dio e allora comprenderai tutto questo. Quando avrai deposto la tua mortalità e ti sarai rivestito dell'immortalità, allora vedrai Dio secondo i tuoi meriti. Egli infatti fa risuscitare insieme con l'anima anche la tua carne, rendendola immortale e allora, se ora credi in lui, divenuto immortale, vedrai l'Immortale.”

Per Don Anselmo avere una bella umanità è fondamentale al di là di ogni parola che si può leggere o dire! Mostrare se stessi senza superbia e arroganza è importante perché solo ai puri si rivela Dio che guarisce. San Francesco diceva “annuncia il vangelo se occorre anche con le parole” a significare che la misericordia compiuta con le opere è necessaria per ogni cristiano!

Di seguito Don Anselmo ci ha mostrato un dipinto che la Congregazione Pio Monte di Napoli commissionò e fece realizzare dal Caravaggio: “Le Sette opere di Misericordia" (1606/1607). Sulla parte superiore del dipinto, a supervisionare l'intera scena che si svolge nella parte bassa, vi è la Madonna col Bambino accompagnata da due angeli. Le sette opere di Misericordia corporali sono così rappresentate : "Seppellire i morti": è raffigurato sulla destra con il trasporto di un cadavere di cui si vedono solo i piedi, da parte di un diacono che regge la fiaccola e un portatore. "Visitare i carcerati" e "Dar da mangiare agli affamati": sono concentrati in un singolo episodio: quello di Cimone, che condannato a morte per fame in carcere, fu nutrito dal seno della figlia Pero e per questo fu graziato dai magistrati che fecero erigere nello stesso luogo un tempio dedicato alla Dea Pietà. Sullo stesso luogo fu poi edificata la Basilica di San Nicola in Carcere. "Vestire gli ignudi" appare sulla parte sinistra concentrato in una figura di giovane cavaliere (San Martino di Tours) che fa dono del mantello ad un uomo visto di spalle; allo stesso santo è legata la figura dello storpio in basso nell'angolo più a sinistra: anche questo episodio è un riferimento alla agiografia di Martino, un emblema del "Curare gli infermi". "Dar da bere agli assetati": è rappresentato da un uomo che beve da una mascella d'asino, Sansone, perché nel deserto bevve l'acqua fatta sgorgare miracolosamente dal Signore. "Ospitare i pellegrini": è riassunto da due figure: l'uomo in piedi all'estrema sinistra che indica un punto verso l'esterno, ed un altro che per l'attributo della conchiglia sul cappello (segno del pellegrinaggio a Santiago de Compostela) è facilmente identificabile con un pellegrino. (fonte wikipedia).

Questa opera ci dice Don Anselmo ci mostra nella semplicità dei gesti (vedi figlia di Cimone) la grandezza delle opere fatte con il cuore! Ma dobbiamo imparare a osservare ciò che ci circonda per capire e avere giudizio sulle situazioni che impegnano le nostre opere! E’ facile dare spiccioli ai bisognosi o dar loro cibo alle mense ma ci sono tante sfumature e purtroppo a volte qualcuno approfitta del bene che riceve o al contrario nel bisogno, si imbarazza a chiedere aiuto. Non è semplice, spesso non ci si po’ limitare alla sfera materiale perché serve la condivisione, l’ascolto, il consiglio, il saper donare tempo per il servizio (..”non di solo pane vivrà l’uomo” Mt 4,4) perché ci sono tante sfumature nelle situazioni e  assemblarle può essere difficoltoso!

A tal proposito Sant’Agostino dice: “Tu dai da mangiare all’affamato, come sarebbe meglio che non dovessi dare da mangiare a nessuno perché tutti hanno il pane. Tu vesti l’ignudo: come sarebbe meglio che non dovessi vestire nessuno perché tutti hanno il vestito. Tu conduci in casa i raminghi, come sarebbe meglio che non dovessi ospitare nessuno perché tutti hanno la casa. Non dobbiamo coltivare i poveri per fare opere di misericordia: abbatti la miseria e non ci sarà più bisogno di opere di misericordia”.

Donare noi stessi è meraviglioso ma non certo per sentirsi superiori, per concretizzare invece progetti che nascono dal cuore!

Don Anselmo ci ha letto poi un rapporto della FAO (Organizzazione delle Nazioni unite sull’alimentazione e l’agricoltura) secondo il quale ogni 3,6 secondi al mondo una persona muore di fame e il 75% sono bambini. Nel mondo 850.000.000 persone sono affamate e per risollevare le sorti di tanti sofferenti basterebbe investire infinitamente meno di quello che gli Stati spendono per armi, fumo e droga!

Chi è realmente l’affamato? Don Anselmo ci racconta che ai tempi della nonna che era in un periodo di indigenza, fu un povero che mendicava a dare a lei del cibo! Ecco la condivisione!

I tipi di “fame” sono molti: ad es. il sacerdote ci ha parlato di molti divorziati che soffrono per non poter avvicinarsi al corpo di Cristo! Il parroco che è padre dei fedeli, spesso da suggerimenti che vanno ascoltati e se consiglia di andare alla messa con obbedienza e sacrificio per la rinuncia della comunione, sa che il fedele divorziato potrà saziarsi lo stesso! Nessun sacerdote vuole il “male” per i suoi parrocchiani, ricordiamolo! E ricordiamo anche che oggi è l’invidia a creare molte situazioni di inganno e brutture! Allora quale diventa l’alimento contro l’invidia? Sicuramente lo Stare Vicino a chi cammina al nostro fianco con passione e positività per la vita, è una soluzione ottima!  Servono persone e cristiani veri, appassionati non di chiacchiere ma di amore verso il prossimo, del Bene e non del Male!

È logico che a molte domande non troveremo risposte ma il famoso “libro dei perché” non è mai stato scritto e mai verrà edito, consideriamo che Gesù Cristo stesso non sapendo, si è affidato anche Lui al Padre che è il vero e unico conoscitore di tutte le cose!!

La Misericordia è la nostra salvezza, la nostra arma vincente, è il grembo materno, sono le viscere dalle quali tutto nasce e come una mamma che dona se stessa per i figli (come Maria ai piedi della croce) noi dobbiamo essere misericordiosi e imitare i santi che attraverso misericordia si sono donati al Signore!

 

 

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