GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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Catechesi 6 ottobre 2014

Il primo incontro della catechesi interparrocchiale unitalsiana di Porto d'Ascoli, si è svolto presso Cristo Re, sotto la guida di Don Pio.
Dopo la compieta iniziale, ci è stata consegnata la lettera pastorale ("Noi annunciamo Cristo Crocifisso") per l'anno 2014-2015 scritta dal nostro Vescovo Carlo Bresciani, che raccoglie le sue riflessioni sulla prima lettera ai Corinzi di San Paolo, che sarà il filo conduttore delle nostre catechesi.
Don Pio ha ritenuto opportuno, per comprendere meglio anche le prossime catechesi, presentarci, innanzitutto, la figura di San Paolo.
San Paolo scrisse 13 lettere (la 14° lettera "agli ebrei" gli è stata erroneamente attribuita), mentre S.Pietro ne scrisse due e San Giovanni tre. Di queste lettere la più complessa per contenuti e comprensione è quella ai Romani.
E' difficile definire l'anno di nascita di San Paolo che comunque dovrebbe essere più giovane di Gesù di 4 anni (ci sono stati errori accertati di calcolo e la nascita di Gesù non sarebbe avvenuta 2014 anni fa, ma 2021 anni fa). San Paolo non ha mai conosciuto ed incontrato Gesù in vita.
San Paolo nacque a Tarso (città portuale sull'Asia Minore piena di etnie e culti diversi e per questo associabile alle nostre moderne città), quindi era ebreo ma, anche se non è chiaro come, aveva la cittadinanza romana. Era, per nascita, cittadino romano. Ai tempi dell'impero, la cittadinanza romana era un privilegio ereditario non comune, soprattutto per gli abitanti delle province non italiche e comportava notevoli vantaggi economici, politici, fiscali e giuridici. Solo l'imperatore, infatti, poteva giudicare un cittadino romano e l'eventuale pena di morte non doveva essere violenta (come infatti fu per Paolo).
Il suo nome ebraico era Saulo, che dopo al conversione diverrà Paolo.
Iniziò la sua formazione a Tarso e continuò e perfezionò gli studi a Gerusalemme, essendo la sua una famiglia sicuramente facoltosa. Studiò per divenire Rabbi, cioè Maestro (i farisei si formavano in apposite scuole collegate alle sinagoghe, cioè luoghi di culto da loro gestiti e presenti ovunque vi fossero comunità giudaiche. In queste scuole tutti gli Ebrei imparavano a leggere le scritture ebraiche e i fondamenti della dottrina.). Di seguito tornò a Tarso.
Gesù morì, effettivamente, intorno ai 36 anni e dopo la sua resurrezione, sorsero moltissime comunità cristiane (il popolo credeva e si convertiva, erano i farisei ad averlo condannato). Queste comunità nacquero anche in Siria, a Damasco. I sacerdoti, così, divennero sempre più preoccupati per le conversioni degli ebrei e per il diffondersi del cristianesimo (oltre in Siria, gli apostoli erano andati fino in India, Grecia e a Roma.) e quindi decisero per la persecuzione, prigionia e uccisione dei convertiti.
Saulo, che era molto colto e preparato, fu mandato a chiamare a Tarso dai sacerdoti, e dopo avergli spiegato le motivazioni (aver descritto cioè Gesù come un ribelle ed un impostore) fu inviato a Damasco per imprigionare i cristiani. Lui credeva nella sua feroce missione e i farisei facevano un gran affidamento sulle sue doti. Ma proprio mentre era sulla strada per Damasco (sicuramente scortato da soldati a lui affidati per protezione) avvenne la sua conversione (Atti 9, 1-19). ..udì una voce che gli diceva: «Saulo, Saulo, perché mi perseguiti?». Rispose: «Chi sei, o Signore?». E la voce: «Io sono Gesù, che tu perseguiti!"" . Gesù poi lo rese cieco e gli disse di entrare in città ed andare da un discepolo di nome Anania, a cui Gesù appare per comunicargli di Saulo. Anania, spaventato, rispose che Saulo aveva fatto molto male ai cristiani, ma Gesù gli disse "è per me uno strumento eletto per portare il mio nome dinanzi ai popoli, ai re e ai figli di Israele e io gli mostrerò quanto dovrà soffrire per il mio nome". Saulo giunse da Anania che gli ridiede la vista e lo battezzò. Saulo si fermò con lui un pò giorni durante i quali approfondì la conoscenza del Cristo e abbandonò il nome di Saulo per divenire definitivamente Paolo e annunciare la parola di Dio!
La notizia della sua conversione si diffuse velocemente e divenne scandalo per i sommi sacerdoti che lo avevano inviato a perseguitare i cristiani e che ora, quindi, volevano ucciderlo. Durante le sue predicazioni a Damasco, i Giudei cercarono di sopprimerlo ma i suoi discepoli lo fecero scendere dalle mura di una casa in cui stava predicando, attraverso una cesta, e così fuggì e arrivò a Gerusalemme per informarsi ancora meglio sulla vita di Gesù. Come gli altri primi missionari cristiani, rivolse inizialmente la sua predicazione agli Ebrei, ma in seguito si dedicò prevalentemente ai pagani, ai non cristiani. I territori da lui toccati nella predicazione itinerante furono in principio l'Arabia (attuale Giordania), quindi soprattutto la Grecia e l'Asia minore (attuale Turchia). Il successo di questa predicazione lo spinse a scontrarsi con gli apostoli ad Antiochia (Primo Concilio), che volevano imporre ai pagani convertiti l'osservanza dell'intera legge religiosa ebraica, in primis la circoncisione. Giacomo, cugino di Gesù, e vescovo di Gerusalemme, fortemente conservatore, sosteneva la circoncisione per tutti i nuovi cristiani. Pietro, capo degli apostoli, cercava una mediazione, ma Paolo si oppose fortemente alla richiesta di Giacomo e, con il suo carattere energico e appassionato, ne uscì vittorioso, sostenendo che per diventare cristiani fosse necessario solo il battesimo perché la salvezza si ottiene solo nel nome di Cristo (Atti 15, 1-41).
Paolo, quando viaggiava, ed entrava in una città, iniziava le predicazioni nelle sinagoghe perché lui era un maestro. Molti si convertivano, molti no giudicandolo un traditore. A Gerusalemme sotto il tribuno Lisia, Paolo fu arrestato ma i giudei volevano ucciderlo nonostante si fosse avvalso della sua cittadinanza romana. Allora, per paura, di ritorsioni da Roma, il tribuno lo fece scortare da duecento soldati per condurlo a Cesarea, dove rimase prigioniero per alcuni anni finché sotto al governatore Festo davanti al Re Agrippa, fu deciso di farlo imbarcare per Roma. Durante la traversata, avvenne un naufragio che lo fece approdare a Malta, dove venne accolto dagli indigeni che lo scambiarono per un dio perché, morso da una vipera, rimase incolume. Paolo predicò di Gesù anche a loro e prima di ripartire per Roma, formò una piccola comunità.
Giunto a Roma attese due anni per il processo, durante i quali avvicinò molti giudei e creò molte comunità. Sotto l'imperatore Nerone fu assolto, ma lo stesso imperatore nel d.c. accusò i cristiani dell'incendio di Roma e ne fece uccidere moltissimi tra cui Pietro e Paolo (nel frattempo ripartito e poi tornato in Italia). Pietro fu crocifisso, però, mentre Paolo, essendo cittadino romano, fu decapitato poco fuori Roma (Chiesa di San Paolo fuori le Mura ).
La figura di San Paolo è una figura attiva, piena di energia e rivoluzionaria, in un certo senso. Sempre pronto ad accogliere ed annunciare Dio a tutti, non solo a coloro che si ritenevano prescelti! Ecco perché è stato uno "strumento eletto". Per Don Pio, San Paolo è grande per questo. Ricordiamoci che andare da Gesù è incontrarlo nell'Eucarestia prima di tutto, ma andare da Gesù è anche e specialmente, andare dal povero e dal malato. Gesù si rivolge a noi in prima persona quando dice "..avevo fame e mi avete dato da mangiare...nudo e mi avete vestito.. malato e mi avete visitato.."(Mt 25, 31-46). Lui è lì in quelle persone che noi curiamo e assistiamo. La virtù più grande, dice San Paolo, è la Carità, cioè l'Amore. Sul "fare" si dovrebbero costruire parrocchie e diocesi, sul "fare" dovrebbe basarsi la Chiesa tutta!

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