GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
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17 Novembre 2014

Il quinto incontro per la catechesi unitalsiana interparrocchiale si è svolto a Cristo Re, con Don Roberto.

Dopo la compieta, si è affrontato il terzo capitolo della Prima Lettera di San Paolo ai Corinzi, testo che ci accompagna e accompagna tutta la diocesi per l’anno pastorale in corso.

Il sacerdote ci ha chiesto, prima di tutto cos’è per noi lo Spirito e cose significa essere “uomini spirituali e non esseri solo carnali”? Dalle risposte è emerso che noi abbiamo una concezione dell’uomo fatto di corpo e anima che alla morte si separano. Ma allora lo Spirito dove risiede? Nell’anima? No. Dobbiamo capire, ed è fondamentale, che per noi cristiani l’uomo è fatto di Corpo, Anima e Spirito, che rappresenta la nostra parte più intima (Paolo ne parla nella lettera ai Tessalonicesi). Paolo ai Corinzi dice che il loro essere solo carnali, li porta a divisioni e scontri che allontanano la parte spirituale e sono segno di immaturità!

Il nostro corpo rappresenta la fisicità (la materialità), la nostra anima rappresenta la psiche (il sapere, il distinguere, il provare emozioni e sentimenti). Allora lo Spirito dove si colloca? Per Paolo lo Spirito rappresenta l’uomo che è abitato da Dio, cioè quanto e come l’uomo permette a Dio di abitare in lui! La vita spirituale è la “vita nello Spirito” e non è solo fatta di preghiere e momenti di riflessione, ma rappresenta la misura in cui lo Spirito abita in noi e come desideriamo che Lui viva in noi!

Corinzi 1 - Capitolo 3  

“[1]Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a uomini spirituali, ma come ad esseri carnali, come a neonati in Cristo. [2]Vi ho dato da bere latte, non un nutrimento solido, perché non ne eravate capaci. E neanche ora lo siete; [3]perché siete ancora carnali: dal momento che c'è tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera tutta umana?[4]Quando uno dice: «Io sono di Paolo», e un altro: «Io sono di Apollo», non vi dimostrate semplicemente uomini? La vera funzione dei predicatori[5]Ma che cosa è mai Apollo? Cosa è Paolo? Ministri attraverso i quali siete venuti alla fede e ciascuno secondo che il Signore gli ha concesso. [6]Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma è Dio che ha fatto crescere. [7]Ora né chi pianta, né chi irrìga è qualche cosa, ma Dio che fa crescere. [8]Non c'è differenza tra chi pianta e chi irrìga, ma ciascuno riceverà la sua mercede secondo il proprio lavoro. [9]Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete il campo di Dio, l'edificio di Dio.[10]Secondo la grazia di Dio che mi è stata data, come un sapiente architetto io ho posto il fondamento; un altro poi vi costruisce sopra. Ma ciascuno stia attento come costruisce. [11]Infatti nessuno può porre un fondamento diverso da quello che gia vi si trova, che è Gesù Cristo. [12]E se, sopra questo fondamento, si costruisce con oro, argento, pietre preziose, legno, fieno, paglia, [13]l'opera di ciascuno sarà ben visibile: la farà conoscere quel giorno che si manifesterà col fuoco, e il fuoco proverà la qualità dell'opera di ciascuno. [14]Se l'opera che uno costruì sul fondamento resisterà, costui ne riceverà una ricompensa; [15]ma se l'opera finirà bruciata, sarà punito: tuttavia egli si salverà, però come attraverso il fuoco. [16]Non sapete che siete tempio di Dio e che lo Spirito di Dio abita in voi? [17]Se uno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui. Perché santo è il tempio di Dio, che siete voi.[18]Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; [19]perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti:Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia.[20]E ancora:Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.[21]Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro:[22]Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! [23]Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.”

Paolo rimprovera ai Corinti di non essere spirituali. Il corpo va giustamente curato così come l’anima va nutrita con il desiderio di conoscere, e lo Spirito? Va alimentato con la preghiera ma dobbiamo permettergli di vivere in noi e decidere in che misura vogliamo ciò avvenga, attraverso le nostre azioni e i nostri momenti intimi rivolti a sviluppare il nostro rapporto con Dio!

Don Roberto ci propone le frasi di un libro che ci consiglia di leggere “Nel fuoco del roveto ardente” di Rupnik. Nel libro si dice che la Vita Spirituale ha origine nello Spirito Santo che agisce all’interno della persona e si irradia verso l’esterno. Dio creandoci, ha messo in noi la Sua “essenza”, per questo l’Uomo è grande, possiede parte della grandezza d Dio! Ma questo tendiamo a dimenticarlo.

Durante la vita, Corpo Anima e Spirito convivono, ma nel momento della morte che accade? L’escatologia (scienza delle “cose ultime”) sostiene che lo Spirito e l’Anima restano, mentre il Corpo ci lascia, ma non definitivamente perché nella Resurrezione (alla fine dei tempi o seconda venuta del Salvatore) queste tre parti si riuniranno. Ci sarà una resurrezione del corpo, anche se in un modo ancora non chiaro ma già svelato nel Vangelo della Pasqua dove Gesù risorto appare ai discepoli in carne ed ossa, anche se loro non lo riconoscono! Quindi la Resurrezione ci renderà in un corpo forse diverso ma comunque reale (ricordiamoci anche nel vangelo della Trasfigurazione sul Monte Tabor)! Tutto ciò che è toccato dall’Amore Vero, è eterno e rimane per sempre, come Gesù Risorto, che è apparso in un corpo nuovo, Glorioso anche se portando i segni della Passione (che Tommaso toccherà realmente)!

Paolo poi parla dei Ministri (dal greco “diakonos” cioè “servitore”). Don Roberto, che ci ricorda che i sacerdoti sono ministri “ordinati”, ha detto che tutti siamo ministri come ad esempio noi unitalsiani lo siamo nella Carità perché sosteniamo malati ed anziani (poi ci sono i ministri dell’eucarestia, e tanti altri ministri come quelli del sacramento del matrimonio che sono gli sposi stessi, ecc). I ministri quindi sono servitori ed ognuno è importante nella Chiesa, perché ognuno sa fare qualcosa che magari un altro non è in grado di svolgere! Paolo, nel versetto 6, afferma che lui ha parlato, Apollo ha irrigato ma è Dio e solo Lui, che ha permesso al “seme ” di crescere! E’ Dio che concede che le cose avvengano, invece credersi capaci di risolvere e riuscire in tutto in autonomia, porta solo a divisioni e gelosie, mentre se ognuno ricopre un suo ruolo, la crescita sarà armoniosa. Noi siamo “collaboratori do Dio” che dovrebbero agire in Sinergia (dal greco “sinergoi” cioè “con la stessa energia”) con Lui!

Se non so essere Ministro di Dio, non posso operare in Lui. Ma ciò come accade? Per esserlo devo avere una “vita in Grazia” che si ottiene con l’ausilio dei Sacramenti (eucarestia, riconciliazione..)!

Paolo dice “voi siete edificio di Dio “, nel senso che ognuno ha messo del proprio per creare il tempio del Signore! Siamo santi perché il tempio di Dio è in noi dal Battesimo, attraverso il quale ci viene donato lo Spirito! E la Chiesa stessa è abitata, come l’uomo, dallo Spirito Santo perché Chiesa ed Uomo sono parti dello stesso tempio e si muovono all’unisono! Va bene discutere e confrontarsi, ma agire per screditare e distruggere non è ammissibile perché chi critica la Chiesa, va contro l’unità voluta da Dio, dilania il Tempio del Signore! La Chiesa è fatta dal Campo che è il Padre che fa crescere i semi, dall’Edificio che è il Figlio che crea i frutti e dal Tempio che è lo Spirito Santo che custodisce i frutti del campo! Possiamo vederla anche come una specie di albero rovesciato dove noi siamo i rami e il tronco è Dio!

Ricordiamoci che l’uomo è Corpo Anima e Spirito, e lo Spirito c’è sempre, anche se con il Battesimo abbiamo più possibilità di riconoscere Dio in noi in modo certo.

Paolo, nei versetti finali del terzo capitolo (18-22) “[18]Nessuno si illuda. Se qualcuno tra voi si crede un sapiente in questo mondo, si faccia stolto per diventare sapiente; [19]perché la sapienza di questo mondo è stoltezza davanti a Dio. Sta scritto infatti:Egli prende i sapienti per mezzo della loro astuzia.[20]E ancora:Il Signore sa che i disegni dei sapienti sono vani.[21]Quindi nessuno ponga la sua gloria negli uomini, perché tutto è vostro:[22]Paolo, Apollo, Cefa, il mondo, la vita, la morte, il presente, il futuro: tutto è vostro! [23]Ma voi siete di Cristo e Cristo è di Dio.”, parla con enfasi, ricordando a tutti che chi si ritiene sapiente, deve rendersi stolto perché la “sapienza di Dio è stoltezza dell’uomo” e non bisogna gareggiare tra di noi. Nella Chiesa non esiste solo l’efficientismo, ma deve esserci la “cultura dello scarto”, anche se oggi è impensabile perché la sapienza mondana si oppone alla sapienza della Croce! Nella Croce soltanto, però, c’è la Salvezza e noi possiamo ottenerla solo rendendoci servi!

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