GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

10 Febbraio 2015

 

Il decimo incontro per della catechesi unitalsiana del gruppo di porto d’Ascoli, è stato di nuovo animato da Don Emanuel presso la Sacra Famiglia.

Si è argomentato sul nono capitolo della prima lettera ai Corinzi di Paolo. E’ un capitolo molto chiaro.

Corinzi 1 - Capitolo 9   L'esempio di Paolo [1]Non sono forse libero, io? Non sono un apostolo? Non ho veduto Gesù, Signore nostro? E non siete voi la mia opera nel Signore? [2]Anche se per altri non sono apostolo, per voi almeno lo sono; voi siete il sigillo del mio apostolato nel Signore. [3]Questa è la mia difesa contro quelli che mi accusano. [4]Non abbiamo forse noi il diritto di mangiare e di bere? [5]Non abbiamo il diritto di portare con noi una donna credente, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa? [6]Ovvero solo io e Barnaba non abbiamo il diritto di non lavorare? [7]E chi mai presta servizio militare a proprie spese? Chi pianta una vigna senza mangiarne il frutto? O chi fa pascolare un gregge senza cibarsi del latte del gregge? [8]Io non dico questo da un punto di vista umano; è la Legge che dice così. [9]Sta scritto infatti nella legge di Mosè: Non metterai la museruola al bue che trebbia. Forse Dio si dà pensiero dei buoi? [10]Oppure lo dice proprio per noi? Certamente fu scritto per noi. Poiché colui che ara deve arare nella speranza di avere la sua parte, come il trebbiatore trebbiare nella stessa speranza. [11]Se noi abbiamo seminato in voi le cose spirituali, è forse gran cosa se raccoglieremo beni materiali? [12]Se gli altri hanno tale diritto su di voi, non l'avremmo noi di più? Noi però non abbiamo voluto servirci di questo diritto, ma tutto sopportiamo per non recare intralcio al vangelo di Cristo. [13]Non sapete che coloro che celebrano il culto traggono il vitto dal culto, e coloro che attendono all'altare hanno parte dell'altare?[14]Così anche il Signore ha disposto che quelli che annunziano il vangelo vivano del vangelo.[15]Ma io non mi sono avvalso di nessuno di questi diritti, né ve ne scrivo perché ci si regoli in tal modo con me; preferirei piuttosto morire. Nessuno mi toglierà questo vanto! [16]Non è infatti per me un vanto predicare il vangelo; è un dovere per me: guai a me se non predicassi il vangelo! [17]Se lo faccio di mia iniziativa, ho diritto alla ricompensa; ma se non lo faccio di mia iniziativa, è un incarico che mi è stato affidato. [18]Quale è dunque la mia ricompensa? Quella di predicare gratuitamente il vangelo senza usare del diritto conferitomi dal vangelo.[19]Infatti, pur essendo libero da tutti, mi sono fatto servo di tutti per guadagnarne il maggior numero: [20]mi sono fatto Giudeo con i Giudei, per guadagnare i Giudei; con coloro che sono sotto la legge sono diventato come uno che è sotto la legge, pur non essendo sotto la legge, allo scopo di guadagnare coloro che sono sotto la legge. [21]Con coloro che non hanno legge sono diventato come uno che è senza legge, pur non essendo senza la legge di Dio, anzi essendo nella legge di Cristo, per guadagnare coloro che sono senza legge. [22]Mi sono fatto debole con i deboli, per guadagnare i deboli; mi sono fatto tutto a tutti, per salvare ad ogni costo qualcuno.[23]Tutto io faccio per il vangelo, per diventarne partecipe con loro.[24]Non sapete che nelle corse allo stadio tutti corrono, ma uno solo conquista il premio? Correte anche voi in modo da conquistarlo! [25]Però ogni atleta è temperante in tutto; essi lo fanno per ottenere una corona corruttibile, noi invece una incorruttibile. [26]Io dunque corro, ma non come chi è senza mèta; faccio il pugilato, ma non come chi batte l'aria,[27]anzi tratto duramente il mio corpo e lo trascino in schiavitù perché non succeda che dopo avere predicato agli altri, venga io stesso squalificato.

E’ un testo che non ha bisogno di molte spiegazioni. Paolo parla in prima persona del suo esempio verso coloro che evangelizza. Si sofferma sul non avere nessuna ricompensa economica perché lui agisce per Amore di Cristo (Gesù dice “gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date” Mt 10,8).

Per Paolo l’Amore rende liberi e lui annunciava la Parola spesso nelle comunità più povere dove non poteva ne voleva ricevere ricompensa (anche per non destare illazioni sul fatto che agisse per utili terreni), anzi era lui stesso che si adoperava per rendersi utile lavorando come tessitore.

Lui parla di apostolato, cioè di essere dotato di autorità apostolica perché scelto e inviato dal Signore, e convalidato nel suo apostolato ai pagani da Pietro, Giacomo e Giovanni e quindi testimone della risurrezione e di conseguenza equiparabile agli altri apostoli, dai quali tuttavia dipende perché essi sono all'origine dell'annuncio e dell'azione sacramentale che ha raggiunto Paolo. Specie dipende da Pietro, in virtù del suo primato. Certo Paolo non sempre condivide le scelte di Pietro e lo dice apertamente, come quando fa riferimento al fatto che Pietro evangelizzasse portando con se donne per servirlo.

Paolo si fa apostolo per Amore, per la Carità ed è da questa base che poi nasce tutto. Lui si dona totalmente per i fratelli, per condurli a Dio, così come il Signore lo ha condotto a se sulla via di Damasco. Naturalmente il Signore lo ha convertito gratuitamente, e così lui evangelizza allo stesso modo! Paolo si dona con anima e corpo alla missione evangelica, nulla chiede ma lavora per sostenersi e viene ricompensato con il crescente numero di comunità che converte.

Ciò che riceveva in offerta, lo dava alle comunità più in difficoltà. Don Emanuel ha ricordato che lui in Africa non percepiva denaro, ma veniva aiutato nei suoi bisogni dalle comunità in cui operava, poi in Italia ha iniziato a ricevere uno stipendio (naturalmente il contesto culturale ha importanza).

Cristo Risorto è roccia e filo conduttore per Paolo, che nulla teme e ama incondizionatamente le comunità che incontra, in modo gratuito! Questo dovrebbe essere la Chiesa!

Don Emanuel ha evidenziato che questo Amore gratuito di Paolo, se proviene dal profondo del cuore, è lo stesso che anima noi volontari unitalsiani che “lavoriamo” gratuitamente per i nostri fratelli sofferenti e non desideriamo nessuna ricompensa perché grazie più grande di un sorriso o di un “grazie” dei nostri amici in difficoltà, non esiste! C’è qualcosa di me che resta nel cuore del malato, e viceversa! Don Emanuel ci ricorda che spesso dalla sofferenza, nasce l’avvicinamento alla Fede, perché è nella sofferenza che ci si rende conto di cose a cui di solito non pensiamo, siamo abituati ad agire senza pensare, ma di fronte ad una dolore apriamo gli occhi e capiamo spesso ciò che sembra sfuggirci sempre! Certo il dolore può anche allontanare dalla Fede, ma come Paolo (reso cieco da Dio) dobbiamo credere nella Luce del Signore che ci fa incontrare le difficoltà per aprirci poi alla vita vera!

Il sacerdote ci ha fatto notare che tutti i volontari della chiesa, dai lettori ai diaconi ai catechisti, non prendono certo una ricompensa economica, ma agiscono per Amore. I missionari poi, non solo non hanno nulla, ma portano sostegno economico nei paesi dove cercano di far conoscere la Parola di Dio!

Nel mondo capitalista di oggi, il discorso di Paolo risulta davvero rivoluzionario, ma è la gratuità che salverò il mondo! Gesù Cristo è nato, morto e risorto nella gratuità più assoluta! Si è realmente ricchi se io so donarmi gratuitamente all’altro e l’altro, sul mio esempio, riesce a donarsi gratuitamente! Se siamo capaci di donarci nella sofferenza, siamo capaci di salvare il mondo, perché è dalla sofferenza che nasce la scoperta di Dio, l’Unico che ci conduce alla Salvezza Eterna!

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

Stampa Stampa | Mappa del sito Consiglia questa pagina Consiglia questa pagina
Unitalsi Interparrocchiale Via Damiano Chiesa 33 63074 San Benedetto del Tronto