GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

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L’ultimo incontro del gruppo unitalsi interparrocchiale, si è svolto presso la SS Annunziata con il nuovo parroco Don Anselmo. Dopo aver presentato il gruppo e le attività che svolge al sacerdote, abbiamo fatto la preghiera iniziale, ricordando anche Cesare che pochi giorni fa ci ha lasciati per raggiungere la gloria eterna!

La catechesi è proseguita con la lettura del capitolo decimo della lettera di San Paolo ai Corinzi:

Corinzi 1 - Capitolo 10  Il punto di vista della prudenza e le lezioni della storia di Israele[1]Non voglio infatti che ignoriate, o fratelli, che i nostri padri furono tutti sotto la nuvola, tutti attraversarono il mare, [2]tutti furono battezzati in rapporto a Mosè nella nuvola e nel mare, [3]tutti mangiarono lo stesso cibo spirituale, [4]tutti bevvero la stessa bevanda spirituale: bevevano infatti da una roccia spirituale che li accompagnava, e quella roccia era il Cristo.[5]Ma della maggior parte di loro Dio non si compiacque e perciò furono abbattuti nel deserto.[6]Ora ciò avvenne come esempio per noi, perché non desiderassimo cose cattive, come essi le desiderarono. [7]Non diventate idolàtri come alcuni di loro, secondo quanto sta scritto: Il popolo sedette a mangiare e a bere e poi si alzò per divertirsi[8]Non abbandoniamoci alla fornicazione, come vi si abbandonarono alcuni di essi e ne caddero in un solo giorno ventitremila.[9]Non mettiamo alla prova il Signore, come fecero alcuni di essi, e caddero vittime dei serpenti. [10]Non mormorate, come mormorarono alcuni di essi, e caddero vittime dello sterminatore. [11]Tutte queste cose però accaddero a loro come esempio, e sono state scritte per ammonimento nostro, di noi per i quali è arrivata la fine dei tempi. [12]Quindi, chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere. [13]Nessuna tentazione vi ha finora sorpresi se non umana; infatti Dio è fedele e non permetterà che siate tentati oltre le vostre forze, ma con la tentazione vi darà anche la via d'uscita e la forza per sopportarla. I pasti sacri. Non patteggiare con l'idolatria [14]Perciò, o miei cari, fuggite l'idolatria. [15]Parlo come a persone intelligenti; giudicate voi stessi quello che dico: [16]il calice della benedizione che noi benediciamo, non è forse comunione con il sangue di Cristo? E il pane che noi spezziamo, non è forse comunione con il corpo di Cristo? [17]Poiché c'è un solo pane, noi, pur essendo molti, siamo un corpo solo: tutti infatti partecipiamo dell'unico pane. [18]Guardate Israele secondo la carne: quelli che mangiano le vittime sacrificali non sono forse in comunione con l'altare?[19]Che cosa dunque intendo dire? Che la carne immolata agli idoli è qualche cosa? O che un idolo è qualche cosa? [20]No, ma dico che i sacrifici dei pagani sono fatti a demòni e non a Dio. Ora, io non voglio che voi entriate in comunione con i demòni; [21]non potete bere il calice del Signore e il calice dei demòni; non potete partecipare alla mensa del Signore e alla mensa dei demòni. [22]O vogliamo provocare la gelosia del Signore? Siamo forse più forti di lui? Gli idolotiti. Soluzioni pratiche [23]«Tutto è lecito!». Ma non tutto è utile! «Tutto è lecito!». Ma non tutto edifica. [24]Nessuno cerchi l'utile proprio, ma quello altrui. [25]Tutto ciò che è in vendita sul mercato, mangiatelo pure senza indagare per motivo di coscienza, [26]perché del Signore è la terra e tutto ciò che essa contiene.[27]Se qualcuno non credente vi invita e volete andare, mangiate tutto quello che vi viene posto davanti, senza fare questioni per motivo di coscienza. [28]Ma se qualcuno vi dicesse: «E' carne immolata in sacrificio», astenetevi dal mangiarne, per riguardo a colui che vi ha avvertito e per motivo di coscienza; [29]della coscienza, dico, non tua, ma dell'altro. Per qual motivo, infatti, questa mia libertà dovrebbe esser sottoposta al giudizio della coscienza altrui? [30]Se io con rendimento di grazie partecipo alla mensa, perché dovrei essere biasimato per quello di cui rendo grazie? Conclusione[31]Sia dunque che mangiate sia che beviate sia che facciate qualsiasi altra cosa, fate tutto per la gloria di Dio. [32]Non date motivo di scandalo né ai Giudei, né ai Greci, né alla Chiesa di Dio; [33]così come io mi sforzo di piacere a tutti in tutto, senza cercare l'utile mio ma quello di molti, perché giungano alla salvezza.

Don Anselmo ci ha parlato di superbia, del fatto che noi vogliamo passare davanti a Dio perché spesso facciamo fatica a capire i suoi criteri! Dio spesso agisce per la via più semplice perdonando, donando grazie e noi non capiamo la sua grandezza perché crediamo che la vita debba essere obbligatoriamente complessa! Paolo fa riferimento alla nuvola dell’esodo di Mosè che da una parte rappresenta le tenebre, dall’altra la luce e la salvezza. Noi non siamo mai realmente contenti, se ci ostiniamo a stare dalla parte tenebrosa e gli altri lo notano. Facciamo poche cose, invece, con la parte luminosa! Dobbiamo darci sempre delle spiegazioni su ciò che compiamo mentre la Carità Vera è quella si fa senza sapere, senza fare calcoli (come respirare)! Non è il vanto che conta, ma la vera voglia di fare del bene, il disinteresse nel farlo, è questo ciò che il Signore gradisce e accetta da noi! Certo le tentazioni ci insidiano; anche i santi spesso combattevano contro di esse, ad esempio San Giacomo della Marca andò più volte a piedi a Loreto per allontanare le tentazioni! Gesù Cristo stesso fu pesantemente tentato dal demonio, ma ricordiamoci sempre che il Signore è fedele e non permette che affrontiamo prove che vanno oltre i nostri limiti! Noi siamo umani, non dobbiamo scandalizzarci dei nostri limiti perché molte prove, sono occasione di crescita!

Don Anselmo ci ricorda che Dio si serve dei poveri, di chi è nel bisogno, di chi fa fatica, per raggiungere i suoi scopi! Il Signore fa grandi cose con chi si affida a Lui! (il sacerdote ci porta l’esempio del Duomo di Milano che fu costruito unicamente con i soldi dei poveri e non con le promesse dei ricchi!).

Dice San Paolo “chi crede di stare in piedi, guardi di non cadere”! I nostri limiti ci edificano, il pensare di non averli può invece atterrarci! I nostri limiti sono santi e redenti da Dio. Sant’Agostino dice “felice colpa, che meritasti un si grande redentore”!

Nel capitolo si parla di idoli. Cosa sono gli idoli? Nei nostri tempi potrebbe essere la tecnologia spropositata o comunque la nostra superbia costante, come suggerisce Don Anselmo! E’ demonio tutto ciò che ci separa da Dio e da noi stessi. Non possiamo contare solo sulle nostre forze ed essere cinici, ma buttarsi “senza ali e senza reti” (come il testo della canzone di De Gregori) perché Dio ci ama sempre e comunque e siamo noi a non volerlo comprendere!

Dobbiamo imparare a donare con gioia, senza pretendere qualcosa in cambio così come fa Dio al quale non tornano mai i conti perché da infinitamente più di quanto riceve dagli uomini!

Don Anselmo dice che chi, come noi dell’unitalsi, condivide un disagio, una malattia, rende il proprio cuore più libero! Cos’è la libertà ci chiede? La libertà è condivisione, partecipazione (come canta Gaber), è avere lo stupore dei bambini che nel vangelo sono i punti di riferimento più alti che Gesù indica!

San Paolo dice che “tutto è lecito e tutto a gloria di Dio” ma “non tutto edifica” e noi spesso siamo fuori tema ci dice Don Anselmo, perché spesso ci scandalizziamo e facciamo i sapienti giudicando gli altri. Il nostro amato Papa Francesco sta insegnandoci anche questo, a non classificare gli uomini (come faceva Madre Teresa di Calcutta che si prodigava per tutti indistintamente) in base alle loro leggi e usanze. Gesù Cristo non è venuto ad abolire le leggi, ma ad aprire le nostre coscienze! Non è venuto a spezzare l’unità, ci invita ad accettare tutto, anche i “credo” diversi dal cristianesimo che possono anche farci scoprire aspetti utili alla nostra vita, purché non devino le nostre coscienze a ciò che non è il bene!

Gesù ci rende liberi e questa libertà va usata per coinvolgere gli altri, perché noi non ascoltiamo l’altro, non condividiamo invece saremo giudicati e salvati in base a quanto amore abbiamo saputo donare, in base a quanto attraverso il nostro “campo magnetico sull’amore” (come dice Don Anselmo) abbiamo coinvolto glia altri e abbiamo mostrato l’umanità redenta da Dio!

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

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