GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

Il settimo incontro interparrochiale del gruppo UNITALSI di Porto d’Ascoli si è svolto presso la chiesa della Sacra Famiglia con Don Emanuel.Dopo la compieta della sera, il sacerdote ha letto una brano della Lettera agli Ebrei di San Paolo, cap 11, 4-6 :“Per fede Abele offrì a Dio un sacrificio migliore di quello di Caino e in base ad essa fu dichiarato giusto, attestando Dio stesso di gradire i suoi doni; per essa, benché morto, parla ancora. Per fede Enoch fu trasportato via, in modo da non vedere la morte; e non lo si trovò più, perché Dio lo aveva portato via. Prima infatti di essere trasportato via, ricevette la testimonianza di essere stato gradito a Dio. Senza la fede però è impossibile essergli graditi; chi infatti s'accosta a Dio deve credere che egli esiste e che egli ricompensa coloro che lo cercano.” Questo è un passaggio molto profondo che il Papa cita nella Lumen Fidei.

La Fede si dimostra anche con la Carità, cioè l’Amore facendo atti concreti e noi come gruppo di volontariato, facciamo quindi esperienza di Fede. Sempre San Paolo nella lettera ai Corinzi ricorda loro che ciò che rimane più di tutto è sempre la Carità.

Proseguendo al commento dell’enciclica Lumen Fidei, si sono affrontati i versetti 35 “La fede e la ricerca di Dio” e 36 “Fede e Teologia”. L’enciclica prosegue, in un certo senso, il lavoro di Giovanni Paolo II iniziato con “Fidei e Ratio” e proseguito con Benedetto XVI e Francesco con la Lumen Fidei. Il punto di vista di quest’ultima è visto riferendosi alla contemporaneità, all’epoca di crisi in cui ogni uomo cerca la sua verità convinto che questa valga di più della Verità Assoluta! Mentre questa enciclica dona una nuova prospettiva della Verità e nel versetto 35 i temi affrontati sono tre: lo sforzo che l’uomo compie per andare alla ricerca di Dio, gli strumenti che usa per arrivare a conoscerla, la Fede usata come aiuto quando dalla ragione non arrivano risposte complete. Ricordiamoci che Dio risponde sempre all’atteggiamento dell’uomo che Lo cerca.

Il Papa fa una riflessione proprio sull’atteggiamento religioso dell’uomo. In realtà tutti credono in qualcosa (in un dio o in idoli) perché tutti si pongono le stesse domande da sempre: “chi sono?”, “da dove vengo?”, “cos’è la morte?” e simili. Per questo l’uomo si mette in marcia come hanno fatto i Padri nella Bibbia (Abramo, Mosè..), per arrivare a conoscere Dio, che si è rivelato loro segno dopo segno, fino a rivelarsi totalmente con la Venuta di suo Figlio, il Cristo!

Nel versetto 36 si affronta il tema Fede e Teologia. La Fede è Luce perché Dio è Luce e noi, come piccole luci, siamo irradiati dalla Grande Luce di Dio, Luce della Conoscenza. Se vedo me stesso attraverso la Luce di Dio, comprendo maggiormente e amo maggiormente. L’uomo si affida alla teologia per riuscire a comprendere il pensiero di Dio, ma senza Fede è impossibile riuscirci specie in quei luoghi, dove la cristianità si è sviluppata (es. il centro Europa)ma oggi la cultura della Non – Fede ha preso il sopravvento. Così la Parola non può arrivare lontano: ricordiamoci sempre che senza Fede non c’è Speranza e senza Speranza non c’è Carità, così tutto si perde.

Dio si è rivelato attraverso suo Figlio e, se non entriamo in questa logica, non arriveremo mai a conoscerlo. Ci ha donato Suo Figlio proprio per agevolarci nella comprensione, i popoli prima della sua venuta lo hanno cercato e hanno sperato che arrivasse, ma noi abbiamo avuto il privilegio di sapere che è realmente venuto sulla terra a salvarci! La vera teologia è quella Cristo-centrica perché solo attraverso Lui possiamo arrivare al Padre. Cristo è Carità, Amore e se vogliamo conoscere la Verità, basta cercare Cristo!

Don Emanuel ha portato poi degli esempi: se noi saliamo su un bus, perché ci fidiamo? Non conosciamo neanche l’autista, così come posso essere sicuro dei miei soldi in banca? Ci fidiamo non tanto dell’autista o del banchiere, ma dell’istituzione che c’è dietro. Non potremmo vivere nella società senza avere una minima fiducia e questo accade a livelli diciamo bassi, ma allo stesso modo c’è qualcosa di più Grande che abbiamo dentro che ci spinge a fidarci di Dio e a provare disagio nel peccato.

Noi cerchiamo Dio, ma ricordiamo che è Lui che ci mette in condizione di cercarlo e trovarlo e proprio attraverso Gesù ci ha donato la risposta più grande!

Amare attraverso la conoscenza dell’altro è fondamentale,” si passa attraverso l’uomo per arrivare al cielo”. L’uomo pieno di se è incapace di vedere Dio, l’uomo invece che si sforza di cercare, si arricchisce della Luce che lo illumina finché Dio non mostrerà il suo volto per ricompensarlo! Ricordiamoci, però, che la Fede è un Dono del Signore. Dio è la Vita Eterna ed arrivare a Lui, vuol dire superare dei limiti attraverso l’uso della Carità per diventare una “generazione santa”, cioè capace di vedere Dio e quindi capace di ”andar oltre”.

 

Il Signore è Misericordia (Papa Francesco ce lo ricorda sempre) ma noi lo dimentichiamo perché siamo abituati ad atteggiamenti punitivi (Chiesa compresa). Non è assolutamente così, Dio non punisce, è Amore. Se cadiamo, desidera farci rialzare, se lo cerchiamo percorrendo una strada sbagliata e ci accorgiamo poi che non è quella e torniamo indietro, Lui ci perdona perché ama i peccatori! Quando siamo nella Luce, abbiamo la certezza della Verità, chi è nel buio invece vede la Luce dall’altra parte e vede i volti della gioia di chi è nella Verità. Pentirsi con Fede viva, e redimersi è il Dono più grande, ma dobbiamo essere noi a voler cercare la Luce della Verità.

 

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