GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

Il terzo incontro della catechesi interparrocchiale Unitalsi si è svolto con don Francesco  nella parrocchia Sacra Famiglia, quartiere Ragnola.

Dopo la preghiera introduttiva, il sacerdote si è concentrato sul brano del Vangelo di Luca del “buon ladrone”(23, 35-43) che poi era il  Vangelo di questa domenica (24/11/2013). Questo brano, in un certo senso,  si lega all’enciclica Lumen Fidei, di cui stiamo portando avanti la lettura e la comprensione. La Fede si comprende se seguiamo la storia di coloro che hanno conosciuto Dio! Il buon ladrone è il primo convertito della storia. Gesù gli assicura il paradiso perché il ladrone crede, nonostante sia effettivamente un delinquente giustamente condannato per quei tempi, che Gesù darà la Vita per salvare il mondo anche se la sua è una Fede fatta di pochi attimi prima della morte su questa terra. Gesù è il giusto che si immola per gli ingiusti!

La Fede è una tradizione condivisa da padre in figlio (è la Fede dei Padri della storia) ma a partire dal 1968 in Europa e nell’Occidente, c’è stata una frattura generazionale che ha portato i figli a non vedere più nelle tradizioni paterne esempi da seguire e la trasmissione della Fede è finita. Gesù è l’apice della storia della Salvezza ma prima della sua venuta, c’è stato un passaggio di Fede da padre in figlio e così dopo di Lui fino a questa “rottura”. Si è così passati a pensare che la Fede sia un salto nel buio, ma è vero l’esatto contrario, la Fede è un salto nella Certezza. Dio ci salva solo se noi crediamo e non per le nostre opere “buone” che sono semplicemente un atto di riconoscenza verso l’Amore Infinito di Dio per noi.

La Fede dipende dall’Amore che Dio ci fa sperimentare, la Fede è Amore che si costruisce giorno per giorno, la Fede si dimostra nell’Amore (Cap. 1 Lumen Fidei, versetto 16 “abbiamo riconosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi”). La storia di questo Amore parte con Abramo, è la storia di Dio con gli uomini. La Bibbia è la storia di Dio che si è voluto far conoscere e rivelare agli uomini; nella Bibbia non leggiamo della Fede degli uomini verso Dio (anzi siamo scandalizzati dalle sue tante pagine di infedeltà) ma della Fede di Dio verso gli uomini. La storia degli uomini è una storia di tradimenti e violenza, ma è una storia che viene, però, illuminata dalla storia di Dio che ci salva e ci conduce sulla strada dell’Amore.

Abramo riceve una chiamata (andare verso una nuova terra) ed una promessa (la discendenza infinita) da Dio ed è Dio che lo chiama personalmente (prima la Fede era legata a luoghi e templi) proprio come chiamerà poi Mosè, i vari profeti e tutti i Santi (ricordiamo San Francesco davanti al Crocifisso di San Damiano che gli parla “va e ripara la mia chiesa”) e proprio come chiama noi!

Abramo ha sperimentato diverse chiamate finché è stato esaudito con la nascita di Isacco. Dio però lo mette ancora alla prova, chiedendo ad Abramo proprio di sacrificare suo figlio. Abramo obbedisce e immola Isacco ma Dio, conosciuta la sua Fede, lo ferma. Questo episodio ci ricorda e anticipa la crocifissione.. Dio chiama Gesù sulla croce ma poi lo farà risorgere!

Dio dà sempre ciò che promette e per questo i figli seguono il loro padre Abramo e dopo di lui Mosè che salverà il popolo ebreo: la Fede personale diventa Fede di un Popolo. Lo stesso popolo si dimenticherà di Dio e la Fede priva della memoria dei Padri, si trasformerà in ateismo e idolatria.

Noi dimentichiamo che le nostre opere vengono da Dio e ogni servizio che facciamo, ad esempio nell’Unitalsi, è un servizio che facciamo da Dio e per Dio. Spesso il servizio diventa una nostra opera da vantare e quindi una negazione di ciò che facciamo, un’idolatria verso noi stessi. L’Amore per gli altri è un servizio bellissimo ma è Dio che ce lo dona, ricordiamolo!

Mosè diviene mediatore del suo popolo, ma deve purificarlo perché perso dietro agli idoli  e la figura del mediatore è una scelta che Dio fa chiamando personalmente, ma non individualmente, altrimenti se Dio chiamasse per vivere una Fede individuale, ci dimenticheremo di Lui. Dio chiama e si rivela singolarmente e questo è un rapporto personale che non deve divenire individuale e cioè vissuto in solitudine, ma messo al servizio degli altri.

Noi cristiani sappiamo che ci attende un Regno Nuovo aldilà e questa è la nostra Terra Promessa (che invece gli ebrei hanno trovato in Palestina nella Terra degli Uomini). Ed è la Fede che ci unisce a Gesù, Gesù che ha creduto al Padre per l’Eternità. Noi abbiamo la Chiesa che ci educa alla Fede e come dice San Paolo “non vivo più io, ma Cristo vive in me” (Gal 2,20 ripresa dal paragrafo 21 della Lumen Fidei) perché tutto ciò che facciamo non è opera nostra, ma opera di Dio! Ci salviamo solo per l’Amore Immenso di Gesù per noi.

Se pensiamo a San Francesco notiamo come ogni sua azione è stata una lezione di vita e di Fede incrollabile (ad esempio mentre pregava, una volta si allontanò e si sentì un gran baccano, poi rientrò a pregare e quando gli chiesero cosa fosse successo, rispose che aveva rotto dei vasi da lui curati perché pregando pensava a quanto fossero belli e quindi stava vantandosi delle sue opere e questo non era buono…).

Dio ci è sempre fedele e lo ha dimostrato in migliaia di anni mantenendo le sue promesse e quindi rendendosi credibile così noi sappiamo che c’è Vita oltre la morte terrena. Dio lo incontriamo personalmente, spesso in luoghi e tempi impensabili, perché ci chiama personalmente ma questa esperienza è sempre e comunque un Dono che Lui decide di farci e spesso abbiamo paura di quest’incontro, ma Dio ci chiama perché ci Ama e per convertirci! La vicinanza con Dio è un Dono Speciale ma anche una prova spesso durissima (pensiamo a tanti santi continuamente tentati dal demonio come Santa Gemma o San Pio) quindi bisogna sempre chiedere di avere la Forza per stare con Lui..noi possiamo, infatti, abbandonarlo ma Lui mai ci abbandonerà, nonostante i nostri peccati!

 

A fine incontro sono stati dati alcuni avvisi: domenica 1/12/2013 incontro con Don Decio presso le suore Concezioniste a San Benedetto a partire dalle ore 15; per la novena della Madonna di Loreto, si reciteranno alcuni rosari nelle case dei malati in zona; giovedì 5 dicembre veglia per il sacerdozio di Don Roberto ore 21. Per chi vuole partecipare, si può lasciare un’offerta per il regalo da parte di tutta la parrocchia.

Vuoi far parte della nostra famiglia unitalsiana? Contattaci nelle nostre parrocchie oppure chiama il nostro Presidente Domenico al num. 3496659817

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Unitalsi Interparrocchiale Via Damiano Chiesa 33 63074 San Benedetto del Tronto