GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

Il nono incontro della catechesi interparrocchiale si è tenuto presso la SS.ma Annunziata con la giuda di Don Gianni.

La lettura e spiegazione della Lumen Fidei, ha interessato i versetti 40 e 41 del Terzo Capitolo.

La Chiesa ha come fine prioritario quello di evangelizzare, cioè di diffondere la Parola. Per fare questo, però, è necessario che l’uomo che riceve l’annuncio sia messo nella condizione di ascoltare. (es. se devo annunciare la Parola ad un affamato, prima dovrò comunque dargli del cibo, altrimenti non sarà in grado di seguire).

In passato il Vangelo era più conosciuto perché, per cultura, veniva diffuso e professato nelle case, nelle scuole, nel paese in generale. Oggi non è più così scontato, e anche per questo Vangelo e Catechesi devono essere trasmessi in maniera autentica, ma chi ci garantisce questa autenticità? La risposta è nel versetto 40 dell’enciclica “È attraverso la Tradizione Apostolica conservata nella Chiesa con l’assistenza dello Spirito Santo, che noi abbiamo un contatto vivo con la memoria fondante. E quanto è stato trasmesso dagli Apostoli — come afferma il Concilio Vaticano II — « racchiude tutto quello che serve per vivere la vita santa e per accrescere la fede del Popolo di Dio, e così nella sua dottrina, nella sua vita e nel suo culto la Chiesa perpetua e trasmette a tutte le generazioni tutto ciò che essa è, tutto ciò che essa crede.”

Don Gianni afferma che il bagaglio della Fede è stato affidato agli inizi del Cristianesimo agli apostoli (collegio apostolico), e poi, nei millenni, ai Vescovi (collegio episcopale) assistiti sempre dallo Spirito Santo. Lo stesso Papa Francesco si è sempre definito Vescovo, con lo scopo in più di unificare il collegio episcopale che ha il compito di trasmettere la Fede ma non attraverso i libri catechistici perché la Fede non è una dottrina (posso conoscere a memoria tutta la Bibbia, ma non essere comunque un cristiano!). Di conseguenza la domanda sorge spontanea? Cos’è dunque la Fede se non è dottrina ne morale? La Fede Vera è l’Incontro con Dio Vivo, con il Cristo vivo duemila anni fa e vivo ancora oggi e in eterno perché Risorto! (nessun’altra religione si riferisce al proprio dio come dio vivo).

Se credo davvero a questa Grande Verità, la mia prospettiva non diventa una prospettiva di morte ma di Vita e ciò rende grande la mia vita ora! La Verità della Resurrezione è il fondamento del Cristianesimo eppure non tutti coloro che si dichiarano cristiani, la danno per scontata! (anche come gruppo Unitalsi, è nostro dovere far passare la gioia e la bellezza di questo messaggio ai malati ed agli anziani, altrimenti facciamo ben poco!).

Con il Cristo vivo, posso relazionarmi sempre, è un Dono senza pari! Cristo non va studiato perché parte della storia, Lui è ancora Vivo e lo sarà in eterno! Noi non riusciamo spesso a sentire l’unicità di questa Relazione e ci chiediamo “in che modo Cristo è vivo?”. Lui è vivo ovunque, in Dio lo spazio e il tempo non esistono (es. nel vangelo di Matteo, Gesù entra a porte chiuse dai suoi discepoli dopo la Resurrezione). Cristo non è solo Spirito, è anche Corpo, nel sepolcro è il corpo che è risorto insieme allo spirito! Gesù è vivo nella Resurrezione!

Per incontrare pienamente Cristo devo conoscere la Bibbia! Dio ci parla sempre e oggi perché ogni parola delle Scritture è attuale. Ricordiamoci, però, che la Fede non è solo parola, è coinvolgimento totale di corpo e mente, ecco allora venirci incontro i Sacramenti dove i segni sono segni che toccano il corpo (vino, acqua, pane che ingeriamo, e capo, mani, petto che tocchiamo). Dal versetto 40 “ciò che si comunica nella Chiesa, ciò che si trasmette nella sua Tradizione vivente, è la luce nuova che nasce dall’incontro con il Dio vivo, una luce che tocca la persona nel suo centro, nel cuore, coinvolgendo la sua mente, il suo volere e la sua affettività, aprendola a relazioni vive nella comunione con Dio e con gli altri. Per trasmettere tale pienezza esiste un mezzo speciale, che mette in gioco tutta la persona, corpo e spirito, interiorità e relazioni. Questo mezzo sono i Sacramenti, celebrati nella liturgia della Chiesa. In essi si comunica una memoria incarnata, legata ai luoghi e ai tempi della vita, associata a tutti i sensi; in essi la persona è coinvolta, in quanto membro di un soggetto vivo, in un tessuto di relazioni comunitarie. Per questo, se è vero che i Sacramenti sono i Sacramenti della fede,[36] si deve anche dire che la fede ha una struttura sacramentale. Il risveglio della fede passa per il risveglio di un nuovo senso sacramentale della vita dell’uomo e dell’esistenza cristiana, mostrando come il visibile e il materiale si aprono verso il mistero dell’eterno.”.

Dal catechismo della Chiesa Cattolica “I sacramenti della Nuova Legge sono istituiti da Cristo e sono sette, ossia il Battesimo, la Confermazione, l'Eucaristia, la Penitenza, l'Unzione degli infermi, l'Ordine e il Matrimonio. I sette sacramenti toccano tutte le tappe e tutti i momenti importanti della vita..”

I sacramenti sono celebrati nella Chiesa come Comunità e vengono percepiti nella Fede della Chiesa.

Il versetto 41 inizia spiegando l’importanza del  Battesimo: “ La trasmissione della fede avviene in primo luogo attraverso il Battesimo. Potrebbe sembrare che il Battesimo sia solo un modo per simbolizzare la confessione di fede, un atto pedagogico per chi ha bisogno di immagini e gesti, ma da cui, in fondo, si potrebbe prescindere. Una parola di san Paolo, a proposito del Battesimo, ci ricorda che non è così. Egli afferma che « per mezzo del battesimo siamo […] sepolti insieme a Cristo nella morte, perché come Cristo fu risuscitato dai morti per mezzo della gloria del Padre, così anche noi possiamo camminare in una vita nuova.”.

Il sacramento da un lato richiede la Fede (l’acqua del battesimo simboleggia la morte del peccato e la resurrezione a vita nuova) dall’altro dona e rafforza la Fede (specie nel battesimo e nel matrimonio).

Il Battesimo è un sacramento Fontale (fonte di vita nuova appunto) e grazie ai sacramenti e ai segni della Chiesa, in ogni comunità cristiana del mondo ci possiamo riconoscere e sentire a casa, anche se non sempre è così!

Ricordiamo che la Quaresima, ormai prossima,  è divisa in tre tempi e tre anni (A B C): Catecumeno A, Cristologico B e Penitenziale C.

Nel 2014 ricorre l’anno A. Pur essendo le prime parti delle letture del vangelo uguali per tutti gli anni, le restanti letture si diversificano in base agli anni. Nell’anno A, catecumeno, si da importanza alle conversioni e quindi ai battesimi che nelle prime comunità cristiane si svolgevano sempre nella notte di Pasqua! Nelle prime comunità, la confessione per purificarsi e ricevere il Battesimo doveva essere pubblica e se si riceveva una scomunica, prima di rientrare in  comunità si seguiva un percorso che si concludeva il giovedì santo! Con  Costantino  il Grande (274-337) nel IV secolo, il Cristianesimo, a lungo perseguitato o in certi momenti ignorato dall’impero romano, acquista definitivamente il riconoscimento della piena libertà (religio licita), fino a divenire con Teodosio I (Flavio Teodosio 347-395) religione ufficiale e unica dell’impero. Avvennero così conversioni di massa e non fu più possibile fare percorsi singoli, (molti pagavano per ottenere la redenzione e addirittura i più ricchi facevano scontare le penitenze ai loro schiavi !). Ricordiamoci però che  “La fede deve essere ricevuta, entrando nella comunione ecclesiale che trasmette il dono di Dio: nessuno battezza se stesso, così come nessuno nasce da solo all’esistenza” (versetto 41)

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