GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI SAN BENEDETTO DEL TRONTO Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca
     GRUPPO U.N.I.T.A.L.S.I. INTERPARROCCHIALE PORTO D'ASCOLI                           SAN BENEDETTO DEL TRONTO         Parrocchie:Cristo Re-SS.Annunziata-Sacra Famiglia-S.Giacomo della Marca

 

Il sesto incontro per la catechesi Unitalsi interparrocchiale di Porto d’Ascoli si è svolto da Don Gianni presso la Ss.ma Annunziata.

Don Gianni ha fatto riferimento al Vangelo di ieri, Giovanni 1, 29-34

“In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l'agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: "Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me". Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell'acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo: «Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell'acqua mi disse: "Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo". E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».”

Si evidenzia che per ben due volte Giovanni dice “io non lo conoscevo” perché Giovanni ammette di non capire, invece noi cristiani abbiamo la pretesa di conoscere tutto, non siamo umili mentre Gesù stesso ci ha detto “imparate da me che sono mite ed umile di cuore”(Matteo 11, 25-30).

Bisogna avere il coraggio della Verità! Giovanni arriva ad indicare Gesù pur “non conoscendolo” ma come ci riesce? Perché compie due azioni: Ascolta Dio che gli parla e costata che ciò che ha detto si verifica e poi Vede scrutando i segni divini.

E proprio nel versetto 29 dell’enciclica Lumen Fidei, di cui stiamo portando avanti la lettura e la comprensione, si afferma che la Fede è Ascolto e Visione. San Paolo nella lettera ai romani dice che “con il cuore si crede e con la bocca si proclama la Salvezza” ma come si può invocare la salvezza se non si ha la conoscenza? La Fede nasce dall’Ascolto, dall’udire. Se non ascolto, come posso fidarmi? Quindi la Fede si lega anche al tempo dedicato all’ascolto e alla conoscenza: la Parola cammina con il tempo. La conoscenza della Fede si impara con il tempo ma il tempo non è un tempo finito, la Parola è un apprendimento continuo e chi pensa di essere arrivato è perché non ci ha capito nulla!

La Fede è anche legata alla Visione! Molti credono se vedono i segni (anche se Gesù nelle beatitudini ha detto “beati coloro che pur non avendo visto, crederanno”) ma la contrapposizione tra Ascolto e Visione nella Bibbia non esiste, anzi le due cose sono unite perché l’ascolto porta alla visione!

Nel vangelo di Giovanni credere equivale ad ascoltare cosi come equivale a vedere. La Fede comporta l’Ascolto e la Visione ed il punto d’incontro tra essi è l’Amore. Sempre Giovanni riferisce le parole di Gesù “che crede in me, crede in colui che mi ha mandato e chi vede me, vede colui che mi ha mandato”(Gv 12, 44-50): la Fede diviene il cammino dello sguardo (la mattina di Pasqua Maria di Magdala vede il sepolcro vuoto per poi accorgersi che Gesù è risorto!).

Secondo l’enciclica Lumen Fidei (versetti 30-31) l’oggetto ed il soggetto della Fede sono rappresentati dalla figura di Gesù ma Dio non è una dottrina (nel senso che la conoscenza delle cose non porta in automatico a credere). La conoscenza della Fede è la conoscenza di Gesù attraverso l’Ascolto, attraverso la Visione e anche attraverso il Toccare. San Giovanni stesso ci dice che la Fede è anche toccare, è esperienza concreta perché Gesù si fa toccare (ricordiamo S.Tommaso e ricordiamo l’emoroissa guarita) e ci tocca attraverso i Sacramenti!

Nel versetto 32 della Lumen Fidei viene affrontato l’argomento Fede e Ragione (che Papa Giovanni Paolo II aveva portato alla luce con l’enciclica “Fidei et Ratio”). Il cristianesimo ha subito l’influenza filosofica del mondo greco che ha conquistato quello romano (abituato più a fare leggi cosi come il mondo ebraico era molto pratico e concreto senza porre differenza tra parole e fatti). Il mondo greco era affamato di verità e questa influenza ha portato a porsi domande sul rapporto Fede/Ragione e a cercare nuove risposte. L’uomo deve vivere l’esperienza della fede nella totalità, per comprenderla appieno e non viverla senza ragione (si avrebbe il così detto Fideismo altrimenti). La lettura della Parola invece è complessa e bisogna usare gli strumenti giusti per affrontarla (capire la cultura dei tempi, i significati delle traduzioni, le prove scientifiche dell’esistenza di luoghi e fatti ecc.). La Fede ha bisogno di razionalità per essere compresa, ma naturalmente solo la razionalità non basta per abbracciarla completamente! Certe cose si sentono e basta, non si spiegano.

Abbiamo un impostazione sbagliata, viviamo la fede nella paura e nelle regole. L’uomo primitivo capiva già che non era stato il “caso” a creare il mondo, ma qualcuno di più grande a cui andavano offerti però sacrifici e penitenze per timore di punizioni. Ma Giovanni all’arrivo del Cristo dice “ecco l’Agnello di Dio”.. non sono più sacrifici ad essere offerti al Signore, ma Dio stesso, attraverso Gesù, si fa sacrificio. Tutto viene capovolto! Ricordiamoci che Gesù da noi non vuole sacrificio, ma misericordia (Mt 12), non vuole appesantirci ma renderci liberi. Lui ci perdonerà sempre, è nostro Padre, anche se ciò non ci autorizza a fare ciò che vogliamo sempre e comunque!

La forza di questo messaggio d’Amore Assoluto ha scandalizzato i religiosi ossequiosi dei templi, sempre pronti a punizioni e ad offrire sacrifici. La Croce di Gesù non è la morte, ma rappresenta per noi, la Vita, l’Amore. Invece, ancora oggi, i cristiani sono cristiani della Croce, non della Resurrezione.

La Fede per essere compresa ha dunque bisogno di Ascolto, Visione, Ragione e incontro di Sentimenti: la Fede è Totalità.

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